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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
Cronaca

Si finge ginecologo per farsi inviare foto delle parti intime: arrestato

Tra le vittime del 30enne anche una ragazza foggiana. La denuncia è partita da una studentessa di Bologna

Anche una ragazza foggiana è finita nella rete di un finto ginecologo che utilizzando i nomi di medici realmente esistenti, ma all’oscuro di tutto, riusciva a farsi inviare le foto delle vittime per aiutarle a risolvere problemi sanitari, sempre relativi alla sfera sessuale o genitale, di cui soffrivano realmente.

Chiamava al telefono le vittime, spesso studentesse universitarie fuori sede, spacciandosi per un medico dell'ospedale Maggiore o del Policlinico Sant'Orsola di Bologna. Per carpirne la fiducia, citava esami o sospette patologie per cui la ragazze si erano sottoposte a visite o esami. Poi le invitava a compiere atti di autoerotismo o a inviare foto delle parte intime per aiutarlo nella 'diagnosi'.

Per questo un 30enne materano è stato arrestato al termine di un'indagine della polizia postale che ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per violenza sessuale aggravata, chiesta dal Pm Francesco Caleca e firmata dal Gip Bruno Giangiacomo. L'uomo era già ai domiciliari per un'altra vicenda di violenza sessuale.

Il 30enne secondo gli investigatori aveva una elevatissima capacità seduttiva  e di convincimento. Probabilmente l’uomo potrebbe aver scoperto i dettagli privati delle vittime partecipando, sempre sotto mentite spoglie, a forum online in materia di cure mediche, riuscendo poi a recuperare anche i contatti e-mail e il cellulare.

L'indagine è partita nel febbraio scorso dalla denuncia di una studentessa di Bologna finita nella trappola di U.S.. Alla sua si sono aggiunte nei mesi successivi le denunce di altre quattro giovani iscritte all'università di Bologna e altrettante ragazze residenti a Forlì, Savona, Trieste, Firenze, Grosseto, Fermo e a Foggia.

Sebbene non ci sia mai stato contatto fisico fra l'uomo e le sue vittime, per gli inquirenti si è configurato comunque il reato di violenza sessuale, per avere violato l'autodeterminazione delle vittime nella loro sfera sessuale, aggravato dal fatto di essersi qualificato come pubblico ufficiale. L'uomo è inoltre indagato anche per sostituzione di persona e per molestie.

Dopo l'arresto, lo scorso 31 ottobre, U.S. è stato rinchiuso nel carcere di Matera e all'interrogatorio di garanzia, il 2 novembre, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Le indagini proseguono, anche con l'esame del telefono e del computer in uso all'uomo per chiarire le modalità di raccolta delle informazioni sanitarie delle donne e individuare eventuali altre vittime che potrebbero, per vergogna, non avere presentato denuncia.

(FONTE ANSA)

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