Nessun deposito di droga in viale Michelangelo. I legali del 26enne arrestato: "È canapa light priva di effetti psicotropi"

È quanto riferiscono gli avvocati Carlo Alberto Mari e Massimiliano Mari. Quella acquistata dal giovane era canapa sativa L, priva di effetti psicotropi

Nessuna attività commerciale trasformata in deposito della droga. È quanto riferiscono gli avvocato Carlo Alberto Mari e Massimiliano Mari, legali del 26enne foggiano arrestato nei primi giorni di aprile con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di marijuana

Il giovane, titolare di un esercizio commerciale ubicato in viale Michelangelo, era stato fermato dalla polizia, al termine di un controllo presso la struttura, nella quale furono trovati circa cinque chilogrammi di marijuana, suddivisa in più involucri.

Ma, in base a quanto dichiarano i legali, non c'era alcuna finalità illegale: "Già nel corso dell'udienza di convalida dell'arresto - riferiscono a FoggiaToday gli avvocati - il ragazzo riferì di aver acquistato la sostanza da rivenditori autorizzati alla coltivazione e alla vendita di piante della varietà canapa sativa L, convenzionalmente denominata canapa light, in quanto priva di effetti droganti o psicotropi, di averla detenuta, per la successiva commercializzazione, nella convinzione della liceità della sua condotta e di aver agito, pertanto, in assoluta buona fede, all'uopo fornendo, nel corso del giudizio, adeguati riscontri, anche documentali". 

I legali fanno anche riferimento alla legge 242/16, in base alla quale "le condotte di detenzione e vendita di prodotti ottenuti dalla coltivazione della canapa sativa L (o canapa light), nel rispetto delle condizioni e dei requisiti contemplati dalla menzionata legge, erano considerate del tutto lecite.

Secondo un diffuso e consolidato orientamento ermeneutico, infatti, nella filiera agroalimentare della canapa, che la novella del 2016 aveva inteso promuovere, rientrava anche la commercializzazione dei relativi derivati. Tanto in ragione della (logica) considerazione in base alla quale, se un prodotto per la cui coltivazione non era necessaria neppure l'autorizzazione, veniva considerato legale nella sua fase produttiva, non poteva essere successivamente ritenuto illegale nella fase di commercializzazione". 

Gli avvocati del 26enne, infine, citano una sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni unite, numero 30475 del 10 luglio 2019, "il cui intervento si è reso necessario per dirimere il contrasto giurisprudenziale insorto in materia, con la quale si è chiarito che anche la commercializzazione della cosiddetta canapa ligh è da ritenersi vietata, salvo che nella ipotesi in cui la sostanza sia, in concreto, del tutto priva di efficacia drogante o psicotropa, secondo il principio di offensività". 

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Dunque, secondo i legali, l'azione del giovane non risultava illegale, essendo la sostanza in suo possesso, priva di effetti psicotropi: "Vogliamo evitare che del nostro assistito passi, ingiustamente, l'immagine dello spacciatore incallito di marijuana". Il giovane, inoltre, era stato arrestato nell'ottobre del 2019 - con altri tre soggetti - con l'accusa di detenzione di 97 kg di marijuana, da cui poi è stato assolto il 20 aprile scorso "perché il fatto non costituisce reato". 

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