Sfuggito all'arresto, un anno senza lasciare il suo paese: "Ora basta, mi consegno"

Era ricercato da 13 mesi. Nell'ordine, ha forzato un posto di blocco e provocato un incidente con i carabinieri, ha aggredito un giovane colpendolo alla testa con una roncola e ha danneggiato le vetture private dei carabinieri di Volturino

Donato Pompa

Nell’ordine, ha forzato un posto di blocco e provocato un incidente con l’auto dei carabinieri, ha aggredito un giovane lucerino colpendolo alla testa con una roncola e si è reso protagonista di numerosi episodi di danneggiamento ai danni delle vetture private dei carabinieri della stazione di Volturino.

Ciò nonostante, era riuscito a sfuggire all’arresto per 13 lunghi mesi, senza mai abbandonare quelle campagne del sub-Appennino che lui – da allevatore esperto – conosceva a menadito. Ma negli ultimi tempi, però, doveva essere troppa la pressione esercitata di carabinieri, costantemente con il fiato sul collo, che per lui hanno costituito un apposito team di ricerca.

Così, la scorsa notte, il latitante Donato Pompa, allevatore 24enne di Volturino, si è consegnato alla compagnia Carabinieri di Lucera. La pressante azione di ricerca messa in atto dai militari ha convinto l’uomo a consegnarsi all’autorità. Pompa era ricercato dal 17 luglio dello scorso anno, un provvedimento di custodia cautelare emesso dal Tribunale di Lucera per il reato di resistenza a pubblico ufficiale, cui si aggiungeva un ulteriore provvedimento emesso dal Tribunale di Foggia nel marzo scorso per il reato di tentato omicidio.

Tutto partì nel giugno del 2013 quando l’uomo venne intercettato dai carabinieri della stazione di Volturino mentre procedeva lungo la SS 17, in agro di Lucera, alla guida di un’autovettura con i fari spenti. Era in compagnia di altre due persone e nonostante “l’alt” intimato, l’uomo decise di accelerare imboccando una strada del centro abitato in senso vietato. Dopo un inseguimento di circa un chilometro, il 24enne effettuò un’improvvisa frenata per invertire la marcia, provocando un violento impatto con l’autovettura dei carabinieri.

Pompa riuscì a fuggire e dileguarsi a piedi tra i campi, ma per l’accaduto il G.I.P. del Tribunale di Lucera emise un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. Si diede così inizio ad una mirata attività di ricerca, con servizi di rastrellamento di aree rurali e boschive del circondario. Lo stesso infatti, agevolato dalle sue abitudini di vita, abbandonava il centro abitato e si nascondeva utilizzando di volta in volta giacigli di fortuna e casolari presenti nel circondario, senza mai rimanere stabilmente in un luogo determinato e dimostrandosi particolarmente aggressivo e determinato a non farsi arrestare.

Altro grave episodio ascritto al 24enne risale al gennaio di quest’anno, quando all’esterno di un pub di Volturino aggredì per futili motivi un giovane lucerino colpendolo al capo con una roncola, procurandogli lesioni gravi che, a seguito di accertamenti sanitari e intervento chirurgico, sono state ritenute tali da configurare la fattispecie del reato di tentato omicidio. La vittima è tutt’ora degente per il grave trauma riportato a livello cerebrale. Per il fatto, anche il G.I.P. del Tribunale di Foggia emise nei suoi confronti un’ulteriore ordinanza di custodia cautelare in carcere.

La situazione era degenerata negli ultimi giorni, quando - sentendo la pressione su di sé - ha assunto un atteggiamento ostile e di sfida verso le istituzioni, rendendosi responsabile di danneggiamento verso autovetture private di carabinieri in servizio alla stazione di Volturino, infrangendone i finestrini con il lancio di grossi sassi. Inoltre, lo stesso ha aggredito uno dei militari mentre di sera passeggiava con la propria famiglia, cercando di sferrargli un colpo al braccio con una roncola.

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Nella serata di ieri, al culmine della disperazione per l’incessante attività di ricerca posta in essere nei suoi confronti e rimasto ormai senza viveri e supporto, Pompa ha deciso di costituirsi. Il 24enne è stato quindi dichiarato in stato di arresto, con conseguente notifica delle due ordinanze di custodia cautelare in carcere a suo carico. Espletate le formalità di rito, lo stesso è stato associato alla Casa Circondariale di Foggia. 

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