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Foto d'archivio

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Arrestati due noti esponenti della famiglia Di Summa-Ferrelli

Ad Apricena è stato arrestato Salvatore Di Summa mentre a Poggio Imperiale Leonardo Ferrelli

I Comandi Stazione di Apricena e Poggio Imperiale hanno condotto nel corso degli ultimi due giorni una stringente attività di controllo del territorio, nel corso del quale sono stati effettuati numerosi posti di controllo lungo le principali arterie stradali e sui luoghi di maggior aggregazione. Complessivamente sono stati controllati 68 veicoli, di cui cinque sono stati sequestrati per mancanza della copertura assicurativa, e 185 persone, tra cui 39 noti pregiudicati locali.

Proprio nel corso di tale attività di presidio del territorio, i Carabinieri di Apricena hanno immediatamente riconosciuto, mentre passeggiava come se nulla fosse per le vie cittadine, Salvatore Di Summa, classe '69, noto esponente della criminalità locale. L’uomo, attualmente sottoposto alla misura della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di Poggio Imperiale, è stato notato aggirarsi a piedi da una pattuglia, che lo ha subito bloccato dichiarandolo in arresto per la violazione delle prescrizioni cui è sottoposto, e per le quali ha dimostrato il massimo spregio. Lo stesso è quindi stato posto ai domiciliari, e sarà segnalato all’Autorità Giudiziaria per un aggravamento della misura restrittiva.

Nell’ambito dei medesimi servizi, i Carabinieri di Poggio Imperiale hanno invece proceduto all’esecuzione di un provvedimento di aggravamento della misura cautelare nei confronti di Leonardo Ferrelli, classe '81, anch’egli gravato da numerosi precedenti e ben conosciuto alle Forze dell’Ordine, anche per la sua parentela e vicinanza ai Di Summa. L’uomo, infatti, già sottoposto alla misura alternativa dell’affidamento in prova, era stato più volte sorpreso dai militari di Poggio Imperiale in reiterate violazioni della misura, puntualmente segnalate dagli stessi Carabinieri all’Autorità Giudiziaria, che ne ha quindi disposto la carcerazione. I militari si sono allora presentati presso la sua abitazione, da dove lo hanno portato al carcere di Foggia. 


 

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