"È per uso personale", ma i militari non gli credono: in casa nascondeva la droga dietro a un divano 

Un 25enne di Biccari, già noto alle forze dell'ordine, era stato fermato per un controllo e trovato con un grammo di marijuana. La spiegazione fornita (che fosse per uso personale) non ha convinto i militari che hanno proceduto a una perquisizione domiciliare

I carabinieri della stazione di Biccari hanno arrestato un 25enne del posto, già noto alle forze dell’ordine, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di stupefacente. L’arresto è avvenuto durante un servizio di pattugliamento eseguito per le vie di quel centro e nelle limitrofe campagne; i militari, fatto fermare un automobilista per un normale controllo, si sono insospettiti per il suo atteggiamento immotivatamente nervoso. Il giovane, allora, invitato dai militari a mostrare il contenuto delle tasche, ha consegnato loro un involucro contenente poco più di 1 grammo di marijuana, dichiarando che la droga era per esclusivo uso personale e che non ne deteneva altra, né addosso né altrove.

Spiegazione che, però, non ha convinto gli uomini dell’Arma, che hanno proceduto a una perquisizione domiciliare, durante la quale, dietro a un divano, nella nicchia dove si trovavano i raccordi dell’impianto del riscaldamento, hanno scoperto alcuni bicchieri di plastica contenenti altra marijuana, per circa 84 grammi, in parte già suddivisa in una trentina di dosi pronte già per la vendita, oltre ad un bilancino elettronico di precisione.

Nella circostanza è poi stata elevata anche la contestazione amministrativa per detenzione per uso personale nei confronti di un 18enne, cugino del prevenuto, nel frattempo giunto presso l’abitazione inconsapevole della presenza dei Carabinieri, che gli hanno trovato addosso un involucro contenente della marijuana e un ‘grinder’ metallico per la triturazione della sostanza stupefacente.

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La droga sequestrata è stata poi sottoposta ad analisi chimica presso il laboratorio stupefacenti del Comando Provinciale, mentre l’arrestato è stato ristretto agli arresti domiciliari fino al giorno successivo, quando, a seguito della convalida, ha patteggiato la pena della reclusione ad un anno e quattro mesi di reclusione, oltre alla multa di 4mila euro (pena sospesa).

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