"Vado a prendere i soldi e torno": negoziante si distrae e truffatrice va via con la merce

Non era la prima volta che la 42enne di Cerignola arrestata dalla polizia si spostava a Manfredonia per "operare". Con una tecnica similare, infatti, aveva già raggirato un gioielliere

La merce rinvenuta

“Vado a prendere i soldi per pagare la merce e torno”. Così aveva detto una cliente alla titolare di un negozio nel centro si Manfredonia. Ma poi - approfittando di un momento di distrazione della titolare - si allontanava con tutta la merce. Senza pagarla, ovviamente.

Per questo, L.F., 42enne di Cerignola, dovrà rispondere di furto aggravato. I fatti risalgono alla settimana scorsa, quando in un noto negozio del centro, si presentava una signora che chiedeva alla titolare alcuni consigli su alcune borse ed accessori. Dopo aver scelto alcune borse griffate ed un paio di scarpe, la donna chiedeva alla titolare di uscire dal negozio per farsi consegnare dal marito la somma necessaria per completare l’acquisto.

La titolare riponeva tutta la merce in una busta lasciandola vicino alla cassa in attesa che la donna tornasse con i soldi. Considerando che in quel momento il negozio era affollato, la titolare si è dedicata ad altri clienti. Ma è bastato un attimo affinché la donna arraffasse la busta con tutta la merce, dileguandosi velocemente.

Alla titolare del negozio non è rimasto altro che rivolgersi al commissariato per denunciare l’accaduto. Dal racconto dei fatti e dalla descrizione fisica della donna autrice del furto, gli agenti hanno riscontrato delle similitudini con il modus operandi di una donna di Cerignola, L.F. già denunciata in passato per fatti analoghi.

Alla vittima, inoltre, sono state mostrate delle foto nelle quali riconosceva la truffatrice che le aveva sottratto la merce. Per completare il quadro indiziario a carico della stessa, gli agenti hanno eseguito una perquisizione presso la sua abitazione, nel corso della quale è stata rinvenuta e sequestrata tutta la merce sottratta nella città sipontina, del valore di circa 700 euro.

Non era la prima volta che la donna dalla città ofantina si spostava a Manfredonia per “operare”: nel giugno 2011 ne fu vittima il titolare di una nota gioielleria sipontina: con un raggiro, infatti, la donna riuscì ad impossessarsi di orologi e monili in oro ed argento per un valore di alcune migliaia di euro. La signora, vantando amicizie comuni con famiglie benestanti di Manfredonia, ispirò al gioielliere talmente tanta fiducia da acconsentire alla richiesta di portare gli oggetti che avrebbe dovuto acquistare fuori dal negozio, per portarli in visione degli “amici in comune”.

In quel caso, la donna fu individuata anche grazie ai riscontri avuti da alcune telecamere di sicurezza. Non nuova ad episodi del genere, fu deferita alla Procura della Repubblica di Foggia per i reati di truffa aggravata, ricettazione ed introduzione nello Stato di monete falsificate.

Oltre alla truffa le si contestavano gli altri reati in quanto, nel corso della perquisizione presso il suo domicilio, all’interno della borsa, tra l’altro la medesima indossata all’interno della gioielleria, veniva rinvenuto, oltre a parte della refurtiva, la somma di euro 300 in banconote false di vario taglio, ma di ottima fattura, alcune delle quali aventi lo stesso numero seriale.

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A seguito della denuncia del gioiellerie e della diffusione della notizia a mezzo degli organi di stampa locali, altri commercianti si portavano in commissariato e denunciavano di essere stati raggirati con la stessa tecnica riconoscendo in L.F. l’autrice delle truffe.

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