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Perseguita l'ex fidanzata per oltre un anno. Ai domiciliari 37enne di Cerignola

L'uomo era stato lasciato dalla fidanzata nel marzo 2013. Dopo un tentativo di riappacificazione non andato a buon fine, ha cominciato a perseguitare l'ex fidanzata con ogni strumento, persino sui social network. Denunciato, l'uomo è stato sottoposto ai domiciliari

In data odierna, gli uomini del Commissariato di Polizia di Cerignola, diretti dal Vice Questore Aggiunto D.ssa Loreta COLASUONNO, hanno notificato un’ordinanza di Custodia Cautelare, agli arresti domiciliari, per M. M., classe 1977, per il reato di atti persecutori (stalking), nei confronti di una ragazza, con la quale aveva avuto una relazione sentimentale.

La relazione fra i due giovani, iniziata circa 3 anni fa, si era interrotta, per incompatibilità di carattere, nel mese di marzo 2013, per volere della donna.

Da questo momento, l’uomo aveva cominciato a perseguitare la donna, seguendola, contattandola telefonicamente, nonché mediante l’utilizzo dei più famosi social - network, utilizzando falsi nick-name per non essere riconosciuto.

Già nel mese di gennaio 2013, la ragazza, denunciava, presso il Commissariato di P.S. di Cerignola, un’aggressione del Mancini Massimiano, in suo danno, e di un suo amico, il quale la stava accompagnando a casa, proprio per il timore di essere aggredita; il Mancini, sorpreso i due giovani intenti a chiacchierare in strada, e dopo aver tentato di baciare la ragazza, aggredisce violentemente il suo amico tanto da costringerlo a far ricorso alle cure sanitarie del locale nosocomio.

Solo due giorni dopo, personale di questa Squadra Volanti, interveniva in via Nizza, su richiesta della donna, la quale diceva di essere stata contattata dal Mancini, a mezzo sms, e le chiedeva un incontro per dei fantomatici chiarimenti in merito al loro rapporto; nell’occasione, non vi fu un ulteriore contatto tra le parti, grazie al tempestivo intervento della volante della Polizia di Stato.

Verso il mese di settembre 2013, su richiesta del Mancini, che si diceva cambiato nel carattere e volenteroso di un rapporto normale, la ragazza, accettava di riprendere la relazione, anche se l’illusione durava pochissimo sino ad interrompersi definitivamente nel marzo 2014.

A seguito della decisione della donna, il Mancini, da una nuova utenza telefonica, iniziava nuovamente a molestare la giovane con continue telefonate di minaccia, insulti, squilli, a qualsiasi ora del giorno e della notte ed alle quali ella, talvolta, era costretta a rispondere nella speranza che questi placasse la sua ira, ma inutilmente, poiché puntualmente veniva ricoperta di insulti e talvolta di contraddittorie richieste di pacificazione, evidenziando una confusione patologica.

La ragazza era costretta a cambiare numero telefonico, cercando di tenerlo, il più possibile, segreto; per questo motivo, bersaglio delle minacce, diventavano i genitori della giovane, sulle cui utenze cellulari, iniziavano ad arrivare tantissime telefonate anonime, mute, ovvero solo squilli, a qualsiasi ora, del giorno e della notte.

Qualche volta, come denunciato, la mamma della giovane, incalzava l’anonimo interlocutore, chiamandolo M, e questi, ormai vistosi scoperto, chiedeva alla stessa di intercedere nel discorso.

A tal proposito venivano acquisiti numerosi sms rimasti memorizzati sul telefono della donna.

Tutto andava avanti fino al 27 aprile 2014, quando, personale di questa Squadra Volanti, interveniva presso un noto bar di Cerignola, ove la giovane ragazza, richiedeva un intervento poiché aggredita da un giovane a lei nota.

Giunta sul posto una volante, la ragazza riferiva agli agenti di essere stata avvicinata dal suo ex ragazzo, intenzionato a discutere per l’ennesima volta del loro rapporto. Al rifiuto della ragazza, facevano seguito le minacce dell’uomo: “SE NON TORNI CON ME TI AMMAZZO, TI SPARO IN BOCCA, CHIAMA PURE LA POLIZIA, IO VADO IN GALERA MA TU MUORI”.

Il culmine viene raggiunto il 13 giugno allorquando nei pressi di via Curiel, Mariangela, viene sorpresa dal Mancini, il quale, dopo averle chiesto se la ragazza si frequentasse con altri ragazzi, le confessa di pedinarla, raccontandole tutti i suoi spostamenti degli ultimi giorni.

La reazione di indifferenza (apparente, ma di fatto di profonda paura, così come riferito dalla giovane), faceva innervosire M. M., tanto che questi l’afferrava per un braccio, nel vano tentativo di toglierle il cellulare che aveva in mano, in modo da controllare con chi effettivamente si sentisse la donna, gridando:” dammi il telefono, fammi vedere con chi ti senti”.

A questo punto, dopo essersi accorto della gente intervenuta in difesa della ragazza, mollava la presa e fuggiva, accortosi anche di una donna che parlava con un operatore 113, mentre dava le sue descrizione somatiche, senza tralasciare le consuete minacce del tipo: “ adesso prendo la testa e te la spacco contro il muro”.

Alla luce di queste minacce e di altre vessazioni, la donna denunciava il tutto presso gli uffici del Commissariato di Polizia di Cerignola, i quali operatori, di fronte ad elementi oggettivi riguardanti i maltrattamenti e le minacce, richiedevano all’autorità giudiziaria l’emissione di Ordinanza di Custodia Cautelare, richiesta puntualmente accolta ed emessa, ordinando agli operatori della Polizia di Stato di sottoporre il M. M. agli arresti domiciliari. 

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