Venerdì, 30 Luglio 2021

Piazza bomba e fa saltare in aria agenzia immobiliare, poi chiama la vittima: "50mila euro o la prossima è sotto casa tua"

Individuato e arrestato il presunto responsabile dell'attentato dinamitardo messo a segno la notte del 17 settembre, in danno dell’agenzia immobiliare ‘Piano Casa’, di via Checchia Rispoli, a San Severo

Preso il presunto bombarolo che, la notte del 17 settembre, alle 03:42, ha posizionato un ordigno artigianale ai piedi dell’agenzia immobiliare ‘Piano Casa’, filiale Tecnocasa, di via Checchia Rispoli, a San Severo.

L’immediata attività d’indagine condotta dalla sezione operativa del Comando Carabinieri di San Severo, in particolare l’attento esame dei filmati estrapolati dalle telecamere degli esercizi commerciali e degli istituti di credito della zona, ha permesso agli investigatori di concentrare lo sforzo investigativo, sin sa subito, su di un noto pregiudicato sanseverese.

La minuziosa, paziente ed attenta attività di analisi dei video ha consentito infatti di individuare un uomo travisato fuggire nelle vie limitrofe al luogo dell’evento, e poi di notare un’autovettura che, a fari spenti, veniva dapprima parcheggiata qualche minuto prima l’accensione della miccia dell’esplosivo e poi si allontanava poco prima della deflagrazione.

Le successive immagini dei sistemi di video sorveglianza acquisite dai militari dell’Arma, hanno permesso agli investigatori di ottenere la targa dell’autovettura utilizzata dall’ignoto attentatore e di appurare che il veicolo, sebbene intestato ad un soggetto residente fuori regione e completamente estraneo ai fatti, fosse invece utilizzato da un soggetto sicuramente residente a San Severo, in considerazione dei frequenti passaggi registrati dalle telecamere della città.

Iniziava così una serrata caccia all’autovettura al fine di risalire all’effettivo utilizzatore della stessa ed iniziare le attività tecniche del caso. Tutte le pattuglie sul territorio, per giorni, hanno setacciato strade, vicoli, tratturi e parcheggi, non omettendo di scrutare all’interno di garage e cortili, fino a quando nel corso di una notte l’autovettura è stata finalmente individuata.

Iniziavano così le attività tecniche d’intercettazione e nel mentre il titolare della filiale Tecnocasa interessata dall’esplosione riceveva una telefonata estorsiva, nel corso della quale l’interlocutore lo minacciava dicendogli “Prepara 50.000 euro, altrimenti la prossima volta sarà sotto casa tua”. Il sospetto degli inquirenti che dietro il gesto potesse celarsi un intento estorsivo diventava così una certezza, confermata in una successiva telefonata durante la quale veniva intimato alla vittima “di fare il bravo” e di affrettarsi.

La fulminea individuazione dell’autovettura utilizzata dall’attentatore, la successiva immediata individuazione del soggetto che aveva in uso la stessa e l’avvio di un’intensa attività tecnica di intercettazione, ha permesso ai carabinieri di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico di un pregiudicato, originario e residente a San Severo.

A suffragare la tesi dei militari dell’Arma è stato il dato analitico prodotto dalla perizia fonica richiesta ai Carabinieri del Reparto Investigazioni Scientifiche (R.I.S.) di Roma che, a seguito della comparazione tra la voce dell’utilizzatore dell’autovettura sospetta e quella del soggetto che aveva effettuato la telefonata estorsiva, forniva un giudizio di elevata compatibilità ed omogeneità tra le due voci.

Sulla scorta degli elementi raccolti dagli investigatori, coordinanti dalla competente Procura della Repubblica, il 9 febbraio 2021 il G.I.P. del Tribunale di Foggia, ritenendo sussistenti gravi indizi di colpevolezza per i reati di detenzione e porto di materiale esplodente e di tentata estorsione continuata, ha emesso ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’indagato.

La sera del 12 febbraio, i carabinieri di San Severo hanno proceduto all’arresto e alla traduzione alla casa circondariale di Foggia del pregiudicato sanseverese classe 75.

Il territorio della Compagnia di San Severo è fortemente colpito dal fenomeno delle estorsioni ed il patrimonio informativo acquisito dagli investigatori consente loro di affermare che, in molti casi, dietro il fenomeno estorsivo non si celi la criminalità organizzata, ma soggetti ad essa slegati, operanti singolarmente o al limite in concorso con qualche complice.

Gli stessi, per quanto possano compiere gesti eclatanti e pericolosi per l’incolumità pubblica, non risultano inseriti in un contesto associativo di tipo mafioso, sebbene millantino tali affiliazioni al fine di rendere più minacciose e quindi credibili le loro richieste estorsive.

Questa estorsione è la seconda scoperta dai carabinieri di San Severo nel giro di pochi mesi: agli inizi di dicembre 2020, infatti, la Sezione Operativa aveva già arrestato un altro soggetto, originario di Torremaggiore, che si era reso responsabile di una tentata estorsione commessa in danno di una coppia di pensionati.

Il commento del sindaco di San Severo Francesco Miglio: "Desidero far pervenire pubblicamente al Maggiore Ivano Bigica ed all’intera Arma dei Carabinieri i sensi della più alta stima mia personale e quella di tutta l’Amministrazione Comunale per l’importante operazione messa a segno. Indirizzo il compiacimento più totale ed il plauso all’Arma: la nostra città ha bisogno di operazioni di questo tipo, che assicurano maggiore serenità alla popolazione con la percezione della vicinanza della Squadra Stato. L’operazione di intelligence, raccontata nei minimi particolari da un comunicato stampa dell’Arma, ci fa capire quanto minuziosa, articolata e proficua sia stata l’attività di indagine così brillantemente portata a termine dopo questo atto delinquenziale. L’esito dell’operazione porta tangibili benefici sul piano della sicurezza e dell’ordine pubblico e si rivela altamente efficace nell’attenuare sensibilmente quel legittimo senso di paura, insicurezza e rabbia insinuatosi nella cittadinanza”.

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