Ai domiciliari, uomo vicino a Raduano contatta persona per istruirla a testimoniare a suo favore: arrestato

Si tratta di Giovanni Surano, uomo vicino a Raduano, arrestato il 3 maggio scorso dai carabinieri di Vieste poiché nel suo appartamento nascondeva un vero e proprio arsenale e ingente quantitativo di droga

Il sequestro compiuto nell'abitazione di Surano

Nella serata del 30 luglio 2018 i Carabinieri della Compagnia di Manfredonia, nello specifico della Tenenza di Vieste, unitamente ai militari degli Squadroni Carabinieri Eliportati Cacciatori di Calabria e Sicilia, su ordine di custodia cautelare in carcere emesso dall’A.G. hanno arrestato Giovanni Surano, 34enne già noto alle forze dell'ordine per i suoi precedenti penali e di polizia vicino al gruppo criminale che farebbe capo a Marco Raduano.

Più in particolare Surano i trovava già sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, successivamente al suo arresto avvenuto il 3 maggio scorso e operato sempre dai Carabinieri, che nel corso di una perquisizione in un appartamento nella sua disponibilità nel centro storico viestano, avevano rinvenuto un vero e proprio arsenale di armi, munizioni ed esplosivi (5 pistole, 1 fucile a pompa, un fucile d’assalto mitragliatore AK 47 kalashnikov, diverse centinaia di munizioni di vario calibro ed una bomba artigianale), nonché un chilogrammo di cocaina, 7 chilogrammi di hashish e 20 chilogrammi di marijuana, oltre ad un disturbatore di frequenze jammer, passamontagna, drone, coltelli a serramanico, la somma di 1.500 euro in contanti, bilance di precisione e materiale vario per il confezionamento di dosi di droga. 

A seguito della segnalazione pervenuta dai militari della Tenenza Carabinieri di Vieste, con cui si riferiva che il Surano aveva contattato un’altra persona, dicendole che le avrebbe dato istruzioni su cosa dire in occasione del processo che lo vede coinvolto, onde procurarsi una testimonianza a lui favorevole e si metteva in evidenza che chiunque avrebbe potuto introdursi nell’appartamento dove era stato rinvenuto l’arsenale e la droga recuperata dai Carabinieri in occasione del suo arresto, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Foggia ha emesso nei suoi confronti ordinanza con cui sostituiva la misura cautelare in atto con quella della custodia in carcere, cui gli uomini dell’Arma hanno dato corso. Al termine del compimento degli atti, dunque, Surano Giovanni è stato tradotto presso il Carcere di Foggia, ove è stato nuovamente associato a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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