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VIDEO | Si fingeva la sorella di Cantone: così un avvocato illudeva e truffava le sue vittime

 

I carabinieri del comando provinciale di Foggia hanno arrestato l'avvocato Maria Virginia Cantone del foro di Avellino, che avrebbe sfruttato l'omonimia con Raffaele Cantone (presidente dell'Autorità Nazionale dell'Anticorruzione), sostenendo di essere la sorella per accreditarsi nel risolvere problematiche di varia natura. 

Il tutto è cominciato in provincia di Campobasso, dal fallimento di una società immobiliare che aveva costruito e venduto degli appartamenti, di cui uno di proprietà della donna. L'avvocato ha agganciato una coppia di Foggia che aveva casa a Campomarino e che si trovava nella stessa sua situazione, sostenendo che avrebbe risolto il tutto in quanto sorella di Cantone, in cambio di alcuni soldi per avviare la pratica: "Ha cominciato a creare l'illusione che tutto si stava risolvendo e aveva prodotto anche delle lettere fasulle a firma di giudici inesistenti" ha spiegato il colonnello e comandante del comando provinciale dei carabinieri di Foggia, Marco Aquilio.

Ma c'è di più. La donna ha agganciato un'altra coppia con dei problemi relativi ad una liquidazione di un danno da negligenza di alcuni dottori, che "per una operazione sbagliata avevano creato dei problemi di salute gravi a uno dei figli" ha evidenziato Aquilio. Con lo stesso modus operandi la donna avrebbe preso in carico il caso e successivamente chiamato le vittime sostenendo che avevano ottenuto un risarcimento di un milione di euro, ma non era assolutamente vero.

Aquilio spiega poi come l'avvocato abbia chiamato delle vittime residenti a Foggia, avvertendole che sarebbe andata a ritirare del denaro: "L'obiettivo nostro era quello di prendere il legale in flagranza" ha sottolineato in conferenza stampa il maggiore Alessio Calabrese. "Con militari in borghese e auto civetta abbiamo monitorato tutti i movimenti dell'avvocato che si era presentata con una Fiat 500 insieme alle due persone denunciate. La truffatrice si è portata a casa della vittima con cui hanno avuto un colloquio, ha preso la busta e una volta scesa per andare in macchina ci siamo qualificati e da lì l'abbiamo portata in caserma"

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