"Uccise uomo a pugni in faccia", nella piazza centrale di Carpino: arrestato

Vittima della brutale aggressione fu il 75enne Giuseppe Fusillo, deceduto alcuni mesi dopo a seguito delle lesioni riportate per una furia omicida di Antonio Di Viesti, scatenata da problemi di cattivo vicinato

Immagine di repertorio

Fu trovato agonizzante, con il volto tumefatto e ricoperto di sangue, riverso nella piazza centrale di Carpino. A ridurlo in quello stato, una scarica di pugni in pieno volto e un uomo non meglio identificato. Nessuno aveva visto nulla, nonostante l’aggressione fosse avvenuta in pieno pomeriggio, in estate, e Piazza del Popolo  non poteva essere deserta alle 18 dello scorso 25 agosto.

Vittima della brutale aggressione fu il 75enne Giuseppe Fusillo, deceduto alcuni mesi dopo - a novembre - a seguito delle lesioni riportate per una furia omicida scatenata da futili motivi. Problemi di cattivo vicinato, per essere più precisi. E’ quanto scoperto dai carabinieri della compagnia di Vico del Gargano che, per il fatto, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Foggia. A rispondere dell’accaduto sarà Antonio Di Viesti, 48 anni, residente a Santa Venerina, nel Catanese, ritenuto responsabile di omicidio volontario.

Affatto semplici le indagini dei militari, in quanto - sebbene il 75enne fosse stato aggredito in pieno giorno, in una piazza gremita di persone - nessuno ha voluto fornire elementi utili, se non il fatto che vi era stato un litigio tra due persone, non meglio indicate. Le attività dei carabinieri, però, si sono indirizzate subito nei confronti della famiglia Di Viesti, con i quali la vittima aveva avuto spesso diverbi molto accesi e sfociati in violente colluttazioni per questioni di vicinato.

Grazie a indagini di tipo tecnico e intercettazioni, i sospetti convergevano su Antonio Di Viesti, con il quale la vittima aveva avuto numerose liti in passato, confermate dalle relazioni di servizio dei carabinieri e dalle numerose denunce (querele per i reati di lesioni, ingiurie e minacce). Benché residente in Sicilia da tempo, la scorsa estate l’uomo era in vacanza a Carpino, dove vivono ancora l’ex moglie e il figlio.

Dalle indagini è emersa un’ossessiva preoccupazione dell’uomo in merito all’esito delle indagini, all’esistenza di possibili intercettazioni in atto, al tenore delle dichiarazioni rese dall’ex moglie e dal figlio, entrambi convocati dai carabinieri, che hanno accertato una vera e propria fuga dell’uomo, da Carpino alla volta della Sicilia, la notte stessa del 25 agosto scorso.

numerosi elementi probatori raccolti nei confronti del 48enne, però, hanno fornito un quadro indiziario chiaro ed univoco sulle responsabilità dello stesso in ordine al reato di omicidio volontario e non preterintenzionale, come ribadito dal Giudice, in quanto le fratture facciali riscontrate dai sanitari e confermate dall’esame autoptico danno conto di più e più colpi inferti con inaudita violenza, tanto da non poter dubitare che l’autore delle percosse, dirette anche alla testa, volesse uccidere la vittima. Di Viesti è stato associato alla casa circondariale di Catania.

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