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Mercoledì, 10 Agosto 2022
Cronaca via Castelluccio

Francavilla catturato nella sua villa-bunker: era pronto ad una lunga latitanza

L'ultima notte con la famiglia, prima di lasciare nuovamente la città. Tutto era pronto per la fuga: denaro contante, documenti falsi e l'auto già pronta sul viale. Il blitz alle 6.15

E’ stato trovato in casa, nella sua villa-bunker di via Castelluccio, alla periferia della città. Per i carabinieri del nucleo operativo del Comando provinciale di Foggia, Antonello Francavilla – l’unico dei sei indagati ad essere sfuggito alla cattura durante l’operazione “Gotha” dello scorso 20 novembre – voleva passare un’ultima notte con la sua famiglia, prima di abbandonare nuovamente la città per una latitanza quanto più lunga possibile.

“Dunque, nessuna intenzione di costituirsi”, puntualizza in conferenza il colonnello Antonio Basilicata. Una tesi avvalorata da quanto rinvenuto in suo possesso al momento dell’arresto, alle 6 di questa mattina: oltre 11mila euro in contanti, una patente di guida falsificata, due schede telefoniche di un gestore spagnolo, due telefoni cellulari e svariate batterie. Non una parola: Francavilla non ha opposto alcuna resistenza ai militari, nonostante sul viale della villa c’era già la sua autovettura pronta per partire.

Questa volta, la sua latitanza è durata poco meno di una settimana (il gip del Tribunale di Bari lo ha dichiarato “latitante” lo scorso 21 novembre), mentre in passato era riuscito a sottrarsi alla cattura per oltre due anni. In quell’occasione, i fatti contestati riguardavano il blitz “Araba Fenice” del 2003. Figlio di Mario “il Nero” Francavilla e genero di Roberto Sinesi, Antonello è considerato dagli inquirenti al vertice del clan Sinesi-Francavilla, una delle batterie storiche della “Società Foggiana”.

Per quanto concerne l’operazione Gotha - che ha sgominato un’organizzazione dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, in particolare hashish “firmato” proveniente dal Marocco e destinato alla 'piazza' foggiana - dovrà rispondere di acquisto, importazione, trasporto e detenzione di sostanze stupefacenti. Tutti reati aggravati dal metodo mafioso. Stessi reati per i quali dovranno rispondere, a vario titolo, Francesco Sinesi di 28 anni, Marco Lombardi di 37 e Svetla Slavchova Georgieva di 42. Destinatari della misura richiesta dalla Procura Distrettuale Antimafia anche Francesco De Tinno di 72 anni e Marco Brigido di 31. Per loro due la misura è degli arresti domiciliari.

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Allarmanti i bilanci dell’inchiesta: oltre 300 kg di hashish importati per un giro di affari stimato intorno ai 400mila euro. Lo stupefacente importato, inoltre, doveva essere marchiato con la sigla “Fran” (Fran-cesco, come l’intermediario De Tinno e Fran-cavilla, ritenuto committente) e si caratterizzava per una maggiore percentuale di THC (la cosiddetta ”amnesia”, come spiegano gli indagati) e per un elevato principio attivo (21% rispetto al 12% standard).

Sul fatto, sono in corso ulteriori indagini dei carabinieri finalizzate a ricostruire la rete di possibili fiancheggiatori che abbiano aiutato Francavilla a sfuggire alla cattura e ad organizzare la sua latitanza, progetto sfumato alle 6.15 di questa mattina dal blitz dei carabinieri. "Abbiamo condotto un'attività intensa e silenziosa - precisano in conferenza stampa - verificando segnalazioni più o meno utili, più o meno attendibili". Fino all'intervento di questa mattina quando, per la prima volta dal giorno del blitz, i militari hanno bussato alla sua porta.

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