Gdf irrompe in una distilleria abusiva di Torremaggiore: dentro 20mila litri di alcol di contrabbando, armi e cocaina

Individuate 5 persone responsabili dei fatti, di cui uno tratto in arresto, e quattro denunciati, a vario titolo, per la sottrazione all'accertamento e pagamento dell'accisa sull'alcol, per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, per detenzione abusiva di armi e ricettazione

Un opificio illegale, attrezzato per la distillazione, lo sbiancamento, l’imbottigliamento e l’etichettatura di alcool di contrabbando, ma anche cocaina e armi. E’ quanto hanno scoperto e sequestrato, a Torremaggiore, le fiamme gialle che per il fatto hanno eseguito un arresto e quattro denunce.

Nei giorni scorsi, militari della guardia di finanza del Comando provinciale di Foggia hanno condotto un’operazione di polizia giudiziaria, finalizzata al contrasto del traffico illecito di prodotti alcolici, immessi in consumo nel territorio foggiano senza assolvere le imposte dovute (iva e Accise), e della detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

L’attività svolta dai militari della compagnia di Manfredonia ha permesso di individuare e sequestrare in agro di Torremaggiore un opificio non autorizzato, attrezzato per la distillazione, lo sbiancamento, l’imbottigliamento e l’etichettatura di alcool di contrabbando da destinare al mercato alimentare.

Le immagini video del blitz nella distilleria illegale

Oltre all’impianto produttivo abusivo sono stati rinvenuti - e posti in sequestro a disposizione della procura di Foggia - poco più 23.000 litri di alcool denaturato, 4.000 tra fascette dei monopoli ed etichette contraffatte che sarebbero state applicate sulle bottiglie da immettere poi in commercio.

In dettaglio, durante l’attività di pattugliamento, concentrata sulle rotabili nell’agro di Torremaggiore, i finanzieri della Compagnia di Manfredonia hanno notato, all’interno di un autoparco, un autocarro, con targa polacca, dal quale stavano scaricando pedane con flaconi contenenti liquido di colore giallo; pertanto è stato eseguito un controllo di polizia.

Da un riscontro immediato sulle banche dati in uso al corpo è emerso che i documenti di trasporto esibiti - che certificavano un trasporto di liquido disinfettante - erano falsi, in quanto riportavano dati riferiti a società inesistenti, date di trasporto errate e luoghi di destinazione della merce diversi da quello effettuato.

Di conseguenza il controllo è stato esteso all’interno del deposito dove i militari hanno scoperto un opificio in perfetto stato di funzionamento e tutte le attrezzature necessarie per il trattamento e l’imballaggio dell’alcol in bottiglie da litro destinate al consumo alimentare.

L’imposta (accisa) sull’alcol sequestrato sottratta alle casse dello Stato è stata stimata in circa 238.000 euro, mentre l’introduzione sul mercato dei 23.000 litri di alcool, imbottigliati ed etichettati in modo tale da ingannare i consumatori sulla reale provenienza e genuinità del prodotto, avrebbe assicurato all’organizzazione criminale un margine di guadagno di circa 70 mila euro.

Da controlli, eseguiti nell’immediatezza dei fatti, presso i domicili e altri luoghi nella disponibilità dei soggetti trovati all’interno del deposito ispezionato, sono stati rinvenuti e sequestrati: anche 350 grammi di cocaina, una pistola marca ‘Taurus’ mod. 357 magnum, con relativo munizionamento (7 proiettili), oggetto di furto a danno di una guardia giurata nell’ottobre del 2018 e 58 carte di credito prepagate.

All’esito delle attività di polizia, sono state individuate 5 persone responsabili, di cui uno tratto in arresto, e quattro denunciati, a vario titolo, per la sottrazione all’accertamento e pagamento dell'accisa sull'alcol, per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, per detenzione abusiva di armi e ricettazione.

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L’attività di servizio testimonia lo sforzo operativo della guardia di finanza nel settore del contrabbando in tutte le sue forme, teso a disarticolare la filiera distributiva delle merci illecitamente introdotte nei confini dello Stato che, nello specifico settore dei prodotti alcolici, si traducono nel mancato assolvimento degli obblighi impositivi in materia di accise e Iva con significativo pregiudizio per l’Erario.

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