Cronaca San Severo

Non vuole prostituirsi, compagno la picchia e le incendia casa: arrestato

E' accaduto a San Severo. L'uomo ha incendiato anche l'appartamento dei vicini della vittima. Riconosciuto dai carabinieri, girava con patente e carta d'identità false

Per l’ennesima volta si è rifiutata di cedere alla richiesta del convivente di prostituirsi sulla Statale 16 e per questo motivo Toska Klajdi, albanese classe 1980, l’ha afferrata alla gola e ha cominciato a percuoterla con violenti pugni al volto.

Approfittando di un attimo di distrazione, la cittadina bulgara è scappata ed è riuscita a mettersi in salvo. Girovagando per San Severo, la donna ha fermato una pattuglia dei carabinieri raccontando l’accaduto. Proprio in quel momento, davanti ai militari, ha ricevuto una telefonata dai vicini di casa che le hanno detto che il suo compagno le stava incendiando l’abitazione

Il giovane albanese, dopo aver dato fuoco all’abitazione della convivente,  aveva sfondato a calci la porta dei vicini, una coppia di anziani connazionali della vittima, intimando loro di uscire poiché avrebbe voluto dar fuoco anche al loro appartamento.

I due, andato a monte il tentativo di ricondurlo alla calma, hanno fatto in tempo a racimolare le cose più preziose e ad uscire perché l’uomo nel frattempo aveva appena dato fuoco al piumone del letto. Vani anche i tentativi degli anziani di spegnere le fiamme che si sono propagate ovunque danneggiando gli interni. L’immediato intervento di tre squadre di Vigili del Fuoco ha scongiurato ulteriori e più gravi conseguenze.

Le descrizioni fornite dai testimoni e dalla convivente, unite alla profonda conoscenza del territorio dei militari dell’Arma, hanno consentito di ricostruire la vicenda e rintracciare, poco dopo, l’albanese presso il domicilio di un suo connazionale dove si era rifugiato sotto le coperte.

Il piromane ha provato a non farsi identificare, ma è stato accompagnato in caserma. Aveva una carta d’identità ed una patente false, entrambe rumene, usate dal giovane nel tentativo di celare la propria identità. A suffragare gli elementi raccolti, anche i filmati estrapolati da un impianto di  videosorveglianza. Ora il malvivente si trova presso il carcere di via delle Casermette di Foggia.

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