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La conferenza stampa

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Trovato il "tesoro" di Marco Raduano: mezzo chilo di cocaina in fondo al pozzo

I carabinieri hanno arrestato il 32enne ritenuto braccio destro del defunto boss Angelo Notarangelo, insieme alla moglie e al cugino. Il valore dello stupefacente sequestrato è di oltre 50mila euro

Era nascosto sul fondo di un pozzo, il “tesoro” di Marco Raduano, viestano di 32 anni, considerato dagli inquirenti il braccio destro di Angelo Notarangelo, assassinato il 26 gennaio dello scorso anno e considerato a capo della criminalità viestana. Si tratta di mezzo chilo di cocaina purissima, un blocco unico dal quale si sarebbero potute ricavare almeno 3mila dosi da immettere sul mercato, per un valore commerciale di almeno 50mila euro.

E’ quanto scoperto dai carabinieri del Comando Provinciale di Foggia che questa mattina hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Marco Raduano (notificata in carcere, dove è attualmente detenuto per altre cause), della moglie Giusy Vescera di 34 e del cugino Michele Gala di 28 anni. Per il primo, elemento di spicco della criminalità viestana già coinvolto in numerose altre vicende giudiziarie, anche per reati aggravati dalla metodologia mafiosa in concorso con il defunto capo clan Notarangelo, è stata applicata la misura coercitiva in carcere, mentre per gli altri due quella degli arresti domiciliari. I tre sono indagati e gravemente indiziati di illecita detenzione di sostanza stupefacente del tipo cocaina.

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Secondo quanto ricostruito dai militari, dal carcere Raduano impartiva direttive per il tramite della moglie e del cugino. Tutte informazioni che passavano attraverso i colloqui in carcere. La preoccupazione del 32enne era quella di smerciare al più presto il “tesoretto” di cocaina all’85% di purezza, temporaneamente occultata sul fondo di un pozzo in un terreno attiguo a quello della sua abitazione, in contrada Scialara, a Vieste. I carabinieri, infatti, hanno rinvenuto all’interno di un pozzo coperto con assi di legno una cassaforte in metallo al cui interno erano occultati alcuni monili di bigiotteria e due recipienti di vetro: in uno erano contenuti due passamontagna ed un paio di guanti, mentre nell’altro mezzo chilo di cocaina.

L’attività si è sviluppata attraverso attività tecnica e servizi sul territorio a partire dall’agosto 2015, ovvero dall’ultimo arresto di Raduano, insieme ad altre tre persone, per la rapina a mano armata commessa il 16 giugno a Termoli, in danno di un furgone porta sigarette. La carcerazione ha costretto lo stesso ad affidarsi a persone di fiducia per continuare i traffici illeciti, e solo l’attività investigativa ha permesso di ricostruire le direttive che quest’ultimo impartiva alla moglie e al cugino, in merito ad un quantitativo di cocaina da spostare dal luogo dove era stata nascosta dal 32enne stesso quando era in libertà per poi provvedere alla vendita della stessa.

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