Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca San Severo

Tassi usurari al 320%: pensionato ridotto alla miseria denuncia e fa arrestare aguzzini

Tassi d'interesse pari al 320%. In due anni la vittima aveva elargito agli aguzzini 33.500 euro. Ciononostante, il suo debito di 4000 mila euro non era ancora considerato estinto

In due anni aveva elargito complessivamente 33.500 euro. Ciononostante, il suo debito – pari a 4000 mila euro – non era ancora considerato estinto. Vittima della terribile spirale usuraria, con tassi d’interesse calcolati intorno al 320%, è un neo-pensionato di San Severo che nel volgere di pochi mesi si è letteralmente trovato sul lastrico.

A ricostruire l’intera vicenda, sono stati i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di San Severo che per il fatto hanno arrestato tre sanseveresi. Si tratta di Antonio Renzulli, 49 anni, Domenico Mastrone, 32 anni e Michele Pistillo di 28 anni, ora accusati dei reati di usura ed estorsione continuata in concorso ai danni di un pensionato del posto che, ormai disperato, ha denunciato i suoi aguzzini ai carabinieri.

Tutto è partito nell’ottobre 2011, quando la vittima, a seguito di difficoltà economiche, si è rivolta al 32enne Domenico Mastrone (ritenuto dagli inquirenti l’intermediario del gruppo) chiedendo in prestito la somma di 1000 euro. Somma immediatamente elargita a patto che a distanza di un mese, la vittima corrispondesse alla controparte l’intero capitale prestato più 400 euro di interessi. Qualora la vittima non fosse stata in grado di restituire quanto richiesto, avrebbe dovuto pagare allo scadere esatto di ogni mese 400 euro di interessi, finché non fosse nelle condizioni di restituire, in un’unica soluzione, l’intero capitale inizialmente prestato.

All’epoca, infatti, la vittima era da poco in pensione e confidava nel fatto che, avendo trovato un nuovo lavoro che integrasse la pensione ed essendo a breve destinatario del TFR, avrebbe potuto dopo poco tempo saldare tutti i suoi debiti. Ma nel corso del travagliato “rapporto di finanziamento” avuto con i suoi aguzzini, la vittima ha perso il lavoro e non ha mai ricevuto il Trattamento di fine rapporto. E tutti i suoi piani sono andati in fumo.

Così, alla prima somma di 1000 euro hanno fatto seguito altri due prestiti, rispettivamente di 2000 e 1000 euro. Sempre alle stesse condizioni. E’ così che la vittima da novembre 2011 sino a luglio 2013 mensilmente “elargiva” alla banda 1.600 euro di interessi, scaglionati in tre diversi pagamenti di 400, 800 ed ancora 400 euro da effettuare nei giorni del mese nei quali erano avvenuti i tre prestiti iniziali. Per un totale di 1600 euro mensili, somma superiore anche alla pensione percepita dall’uomo pari a 1400 euro.

Così, per far fronte alle richieste degli aguzzini, l’uomo è stato costretto a contrarre altri debiti, anche con parenti e conoscenti. Agli incontri per le dazioni di denaro normalmente erano presenti tutti e tre ed ad incassare materialmente i soldi, di solito, era il più anziano del gruppo, ritenuto il cassiere e capo del sodalizio. In un’occasione il 49enne aveva anche minacciato la vittima: “fai presto a portarmi i soldi sennò ti mando all’ospedale”.

La vittima da quel momento veniva “accompagnata” al bancomat dai suoi usurai, che così facendo si sinceravano dell’avvenuto accredito della pensione o della mancanza di fondi sul conto del pensionato, obbligandolo a mostrare loro il relativo estratto conto. In due anni, l’uomo è passato da una momentanea difficoltà economica all’indigenza estrema: il pensionato era costretto a recarsi alla locale Caritas in quanto non riusciva più a far fronte autonomamente alle primarie esigenze di vita come bere e mangiare.

Per questo, i tre sanseveresi, nel dicembre scorso, hanno deciso di rimodulare le rate mensili dai 1600 euro iniziali a 1000 euro, con l’imposizione che le differenze sarebbero state saldate una volta ottenuto il TFR. Gli ultimi due pagamenti avvenivano a dicembre 2013 e gennaio 2014: la vittima, poi, esasperata, decideva di rivolgersi ai carabinieri.

I militari, dopo aver riscontrato i fatti denunciati, hanno deciso di sorprendere gli usurai in flagranza, approntando un servizio di pedinamento al termine del quale riuscivano a sorprendere i tre subito dopo aver ritirato la rata mensile del prestito usuraio. I tre attendevano la vittima a pochi metri dalla banca, a bordo di una Renault Modus di colore blu, così da poter immediatamente innestare la marcia e fuggire qualora qualcosa fosse andato storto.

Ma subito dopo la dazione del denaro due mezzi militari sono piombati davanti e dietro la Modus cosi da rendere impossibile qualsiasi fuga. I tre sono stati trovati in possesso non solo del danaro consegnato dalla vittima (500 euro) ma anche di ulteriori 2.158 euro in contanti, sottoposti a sequestro in quanto probabile frutto di ulteriori riscossioni usuraie. Sulla base delle risultanze emerse, i tre sono stati dichiarati in stato di arresto e associati al carcere di Foggia. Dovranno rispondere di usura ed estorsione continuata in concorso.

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