Cronaca

Foggia: operaio “strozzato” dall’usura, scappa e denuncia i suoi presunti aguzzini

Ai domiciliari tre foggiani. Tassi di interesse applicati stimabili al 360%: ad ogni giorno di ritardo nel pagamento, il debito aumentava di 150 euro

Le somme di denaro concesse erano tutto sommato contenute: 400, 500 euro, non di più. Ma a rendere di fatto impossibile sanare il debito erano i tassi di interesse applicati, calcolati sulla base di una percentuale annua stimata al 360%. Numeri alla mano – secondo quanto scoperto dai carabinieri della compagnia di Foggia, nelle indagini coordinate dalla locale Procura della Repubblica - allo scadere di ogni mese il debito aumentava di 150 euro, alla quale si sommavano altre 150 euro pro die per ogni giorno di ritardo maturato.

Un meccanismo rodato, una spirale usuraria dalla quale sembrava impossibile venir fuori. Per il fatto, i carabinieri della compagnia foggiana hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di tre persone - il 40enne Antonio Aghilar, Vincenzo e Salvatore De Rosa, rispettivamente di 51 e 37 anni, tutti di Foggia - che dovranno rispondere di usura ed estorsione, reati loro contestati.

Ad avviare le indagini, nel settembre dello scorso anno, la denuncia di scomparsa di un operaio foggiano. L’uomo, strozzato dai debiti contratti, aveva abbandonato la sua abitazione e la sua famiglia vedendo nella fuga l’unica via di uscita dalla spirale debitoria nella quale era ormai involto. Raggiunta la città di Pescara, però, ha deciso di denunciare tutto: si è presentato al comando carabinieri dichiarando di essere rimasto vittima di usura ed estorsione.

Al debito che aumentava giorno dopo giorno, infatti, si aggiungevano anche minacce e danneggiamenti di sorta. Ed è così che i militari foggiani hanno potuto iniziare a fare luce sull’accaduto: dopo aver perso il lavoro e trovandosi quindi in momentanee difficoltà economiche, l’uomo si era rivolto ad uno dei tre soggetti arrestati, il “gancio” del gruppo, che sotto falso nome si era proposto di aiutarlo prestandogli piccole somme di denaro, nell’ordine di 500 euro per volta. I

Il passaggio dall’usura all’estorsione è stato pressoché immediato: una volta avviato il meccanismo dei 150 euro pro die, alla vittima venivano prospettate gravi ritorsioni (come bruciargli o sottrargli l’autovettura o l’appartamento). In una circostanza, addirittura, gli usurai avevano costretto la vittima a consegnargli la sua autovettura, minacciando di venderla se non avesse pagato quanto richiesto. E’ così che dopo alcuni mesi l’operaio, sentendosi ormai stretto nella morsa nell’usura, all’insaputa dei suoi familiari (rimasti all’oscuro di tutto), decideva di abbandonare la città per poi sporgere denuncia a Pescara. Individuati, quindi, i suoi presunti aguzzini, che dopo le formalità di rito sono stati tradotti nelle proprie abitazioni in regime di arresti domiciliari. I provvedimenti sono stati emessi dal gip del Tribunale di Foggia, su richiesta della locale Procura della Repubblica.

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