Stanato traffico di droga sull'asse Lucera - Isernia: così si facevano gli affari con la 'coca' in Molise

A capo del “Gruppo Lucera” vi era Vincenzo Ricci, che al fine di reintrodursi nel circuito criminale, dopo aver scontato una lunga pena detentiva, aveva scelto il Molise come luogo fertile per ampliare i suoi traffici

All’alba di oggi, agenti del Commissariato di Lucera e della Squadra Mobile di Foggia hanno collaborato con la Squadra Mobile della Questura di Isernia per l’esecuzione di 11 ordinanze di custodia cautelare di cui 8 in carcere, 1 agli arresti domiciliari e 2 obblighi di dimora emesse dal Gip presso il Tribunale di Isernia persone residenti fra Isernia, Lucera e Roma per il reato di detenzione illecita, trasporto e cessione cocaina.

La misura è stata emessa dal Tribunale di Isernia Ufficio del G.I.P. Il territorio di Lucera è stato interessato per l’esecuzione di tre provvedimenti cautelari in carcere e di due provvedimenti dell’obbligo di dimora, misure eseguite dal Commissariato di Lucera e dalla Squadra Mobile di Foggia con l’ausilio del Reparto Prevenzione Crimine. Nel dettaglio, sono stati tradotti in carcere Vincenzo Ricci, del 1957, Santuccio Barbetti del 1974 e Luigi Barbetti del 1978, mentre la misura dell’obbligo di dimora è scattata nei confronti di un pregiudicato del 1955 e di una donna classe 1989.

Il video del blitz e le intercettazioni

L’indagine nasce da una costante e proficua attività di controllo del territorio che ha consentito di individuare in alcuni soggetti di etnia rom stanziali in questa provincia i detentori del controllo dello smercio di droga ad Isernia. Attraverso le attività tecniche, corroborate da numerosi servizi di osservazione controllo e pedinamento, si è riusciti a disvelare, non solo l’attività illecita finale della vendita della sostanza stupefacente, in particolar modo cocaina, ma anche il canale di approvvigionamento.

Infatti, si è accertato che alcuni destinatari delle misure odierne, provenienti dalla provincia di Foggia, rifornivano gli spacciatori isernini. In particolare, elemento di spicco del “Gruppo Lucera” è Vincenzo Ricci, di elevata caratura criminale, che al fine di reintrodursi nel circuito criminale, dopo aver scontato una lunga pena, individuava il territorio di Isernia come luogo fertile per ampliare i suoi traffici illeciti. L’uomo, con precedenti per reati specifici, in passato reggente di un clan operante nel territorio della provincia di Foggia, in prima persona e in più occasioni accompagnato da suoi collaboratori si recava presso la città di Isernia per fornire di sostanza stupefacenti i pusher isernini, dispensando, in forza di una notevole esperienza nel settore, anche consigli ed insegnamenti sull’attuazione dell’attività illecita.

Nell’indagine figurano anche i lucerini Santuccio e Luigi Barbetti, fratelli: il primo, gravato da precedenti di polizia e giudiziari, fungeva da intermediario tra Ricci e il pusher di Isernia, ricevendo e trasmettendo gli ordinativi di sostanza stupefacente e gestendo il flusso dei corrispettivi, anticipando a volte le somme dovute; il secondo, metteva a disposizione di quest’ultimo l’utenza telefonica a lui intestata  per le conversazioni fra Barbetti e il pusher. Coinvolta è altresì la compagna di Luigi Barbetti, destinataria dell’obbligo di dimora, la quale metteva a disposizione dei Barbetti una carta postepay a lei intestata al fine di ricevere i pagamenti del pusher. La stessa carta, proprio questa mattina, è stata rinvenuta e sequestrata.

Si ipotizza che nel corso di 4 mesi, ogni 20/25 giorni veniva trasportata a Isernia una quantità di sostanza stupefacente del tipo cocaina che variava dai 30 ai 100 gr per un guadagno medio stimato di circa 15.000 euro. Le analisi tossicologiche effettuate sulla sostanza stupefacente sequestrata hanno rilevato un grado di purezza pari al 76%. Nell’attività illecita collaboravano anche 3 donne di etnia rom, alcune delle quali con compiti di gestione dei profitti nell’area foggiana mentre altre svolgevano appieno una florida attività di spaccio avendo una clientela propria estremamente eterogenea.

Il modus operandi degli spacciatori è nella maggior parte dei casi quello delle consegne a domicilio o degli appuntamenti preorganizzati telefonicamente utilizzando un linguaggio convenzionale “ci vediamo per un caffè,…un  aperitivo, portami il documento, prepara lo spumantino…” sempre in luoghi differenti della città e della provincia di Isernia al fine di eludere i controlli delle forze dell’ordine. Il quadro probatorio raccolto veniva condiviso dal GIP del Tribunale di Isernia che emetteva le ordinanze di cui sopra ed i predetti a seguito delle formalità di rito venivano associati alla locale Casa Circondariale e le donne alla Casa Circondariale femminile di Chieti. Durante l’esecuzione delle ordinanze sono stati impiegati 80 operatori della Polizia di Stato e sono state effettuate 20 perquisizioni.

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