Disarticolata l’industria del “cavallo di ritorno”: 32 furti di auto al giorno

23 le persone arrestate nel blitz "Watch your car" tra San Severo e Torremaggiore. Del gruppo fanno parte anche alcune donne

Gli arresti

La richiesta estorsiva, nella maggior parte dei casi, si concludeva dopo aver trattato – con naturalezza e destrezza – il corrispettivo da pagare. Da 800 a 3000 euro, in base al valore e alle condizioni del mezzo da riscattare. “Si tratta e si mercanteggia come al mercato di Istanbul”, puntualizza il colonnello Antonio Basilicata scorrendo le intercettazioni telefoniche; “è il mercato dell’Anti-Stato” ribatte, invece, il procuratore di Lucera, Domenico Seccia. A volte, veniva persino proposta una sorta di rateizzazione dell’obolo da versare, mentre le auto che non venivano riscattate dai proprietari venivano bruciate o, se appetibili sul mercato, rivendute a pezzi a ricettatori locali.

Quello disarticolato all’alba di oggi, con il blitz “Watch your car”, è un gruppo rampante e ben organizzato di soggetti ritenuti responsabili a vario titolo dei reati di associazione a delinquere finalizzata ai furti d’auto, alle estorsioni, alla ricettazione e riciclaggio di veicoli, nonché di detenzione e spaccio di stupefacenti. Una rete che si apre ad abbracciare il territorio tra Torremaggiore (base operativa) e San Severo, “dove sembra esserci una vera e propria rassegnazione al fenomeno del cavallo di ritorno, al punto che si preferisce pagare o vedere la propria auto data alle fiamme invece che denunciare il furto o la subita estorsione”.

NOMI ARRESTATI

Sono 23 in tutto le ordinanze di custodia cautelare (in carcere e ai domiciliari) emesse dal gip su richiesta della Procura di Lucera dopo quattro mesi di indagini serrate che hanno permesso di accertare un numero impressionante di furti di auto e mezzi (fino a 32 al giorno) compiuti nell’alto Tavoliere anche nel nord foggiano, sul Gargano, in Abruzzo ed in Molise. Un gruppo giovane – l’età media dei soggetti coinvolti è poco superiore ai 30 anni – al quale partecipavano attivamente anche alcune donne nel ruolo di “vedetta” o di organizzazione logistica per lo smistamento e occultamente dei mezzi rubati. Gli appartenenti alla banda monitoravano continuamente il territorio al fine di individuare preventivamente le vetture da asportare, studiavano le abitudini dei proprietari e una volta perpetrato il furto, procedevano ad effettuare le chiamate estorsive.

CAVALLO DI RITORNO: LE INTERCETTAZIONI

Per gli inquirenti, a capo del presunto sodalizio ci sarebbe Matteo Masullo, giovane di Torremaggiore di 27 anni che sarebbe riuscito a creare attorno a sé una squadra particolarmente agguerrita ed esperta nel settore dei furti d’auto con la collaborazione di un gruppo di fidatissimi.

Un’organizzazione strutturata e ben concepita: le indagini dei carabinieri infatti hanno messo in evidenza i precisi ruoli di ciascuno degli indagati che andavano dall’eseguire materialmente i furti e le richieste estorsive al custodire in luoghi sicuri i mezzi rubati; dalla costruzione di “spadini” (i grimaldelli necessari ad aprire le vetture), al reperimento delle centraline necessarie per eludere i sistemi di blocco ed antifurto delle auto, fino all’esecuzione di visure al PRA per risalire ai proprietari dei veicoli.

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