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La dott. Cristina Finizio durante la conferenza stampa (foto Roberto D'Agostino)

La dott. Cristina Finizio durante la conferenza stampa (foto Roberto D'Agostino)

Sgominata organizzazione criminale: falsificavano pratiche e rivendevano mezzi agricoli rubati

A capo dell'associazione per delinquere c'era di Fiorenzo Pio Luciano. I quattro sono tutti di Torremaggiore, almeno sette gli episodi accertati. Le vendite avvenivano su Subito.it

Tre persone in carcere e una agli arresti domiciliari nell’ambito dell’operazione Ghost del commissariato di polizia di San Severo, che questa mattina ha eseguito una ordinanza di applicazione della misura coercitiva emessa dall’ufficio del GIP del Tribunale di Foggia a carico di Fiorenzo Pio Luciano del 1991, Antonio Legge del 1995, Matteo Masullo del 1986 e Luigi Sacco del 1990, tutti con precedenti di polizia e/o pensali residenti a Torremaggiore. E’ stato accertato che i quattro avevano costituito e partecipato ad una stabile e strutturata associazione per delinquere operante nel comune di residenza e ad Apricena, finalizzata a commettere una pluralità indeterminata di reati di ricettazione di mezzi e attrezzature agricoli con successive truffe mediante inserzioni e annunci di vendita on line sul sito Subito.it

Le immagini video dell'operazione Ghost

La denuncia di furto e la vendita on line

L’indagine trae origine da una denuncia di furto di un trattore agricolo del valore commerciale di 10mila euro a sua volta acquistato da un ignaro acquirente che solo quando si è rivolto ad un’agenzia per effettuare il passaggio di proprietà, si è accorto che la targa del trattore altro non era che una riproduzione. Gli immediati accertamenti, coordinati meticolosamente dal sostituto procuratore Marco Gambardella della Procura della Repubblica di Foggia, consentivano così di individuare i soggetti che avevano condotto la trattativa sino alla consegna del bene in cambio di 6mila euro, avvenuta a Poggio Imperiale. 

Le indagini del commissariato di polizia di San Severo

Da questo e da un altro episodio pressoché analogo traeva appunto origine l’attività investigativa del personale del commissariato di polizia di San Severo diretto dal vicequestore Cristina Finizio, volta ad acquisire ogni elemento utile teso a chiarire le vicende delittuose in questione, i soggetti coinvolti e il loro modus operandi. L’attività di indagine si è snodata in minuziosi accertamenti di natura tecnica-informatica oltre che nei consueti metodi investigativi. Essi infatti hanno consentito sin da subito di delineare il quadro associativo in capo agli arrestati. In particolare, a capo dell’organizzazione criminale vi era il pregiudicato Fiorenzo Pio Luciano, all’epoca dei fatti sottoposto alla misura restrittiva della detenzione domiciliare, senza autorizzazione da uscire dal proprio domicilio, il quale, anche in ragione del suo stato detentivo, dirigeva l’organizzazione da casa sua, dove riceveva quotidianamente, a qualsiasi ora del giorno e della notte, gli altri associati, per discutere dei loro affari e pianificare le attività illecite.

Fiorenzo Pio Luciano, il capo dell'organizzazione

Questo il modus operandi: Luciano pubblicava sul sito web gli annunci e ne gestiva le trattative mediante utenze telefoniche ‘dedicate’ e intestate a persone ignare: Masullo, Legge e Sacco si adoperavano fattivamente a reperire un box dove custodire i mezzi ricettati e a concludere materialmente le trattative di compravendita. Il gruppo, infatti, logisticamente, aveva in uso un garage sito ad Apricena locato dal Masullo mediante false generalità dove occultavano i mezzi agricoli ricettati e materialmente e personalmente “concludevano gli affari”, incontrando i “clienti” per la trattativa e la conclusione dell’affare, consegnando ovviamente e riscuotendo il corrispettivo pattuito dalle ignare vittime di truffa. In altri termini l’abitazione del Luciano, sita a Torremaggiore, costituiva la base operativa, programmatica del gruppo stesso: il luogo dove si discuteva degli ‘affari’ e si prendevano decisioni, mentre nel box avvenivano materialmente i fatti. Masullo gestiva i cospicui introiti ricavati dalle attività illecite, incassando il corrispettivo in danaro della compravendita dei mezzi agricoli.

Il ruolo di Antonio Legge e Luigi Sacco

Antonio Legge e Luigi Sacco, hanno svolto invece un ruolo di assistenza, partecipando alle operazioni di custodia e spostamento dei mezzi ricettati e di consegna agli ignari acquirenti. Gli investigatori, inoltre hanno scoperto altresì che in una casa fatiscente di Torremaggiore, vicino all’abitazione di Luciano, cui lo stesso aveva le chiavi, gli stessi occultavano tutto il necessario per portare a termine le truffe, ovvero carte di circolazioni rubate alla MCTC di Napoli, documenti di identità rubati e utilizzati per falsificare la carte di circolazione dei trattori agricoli e per compilare dichiarazioni fittizie di vendita, oltre che copie di dichiarazioni di vendita tra privati in bianco, riproduzioni di targhe e targhette identificative per mezzi agricoli in bacchette, svariati cellulari, strumenti di effrazione e di travisamento, cartucce da caccia e artifici pirici artigianali.

Sette episodi di ricettazione di mezzi agricoli

Le attività investigative si sono protratte per oltre tre mesi, durante i quali sono state monitorate tutte le fasi dal recupero del mezzo compendio di furto all’occultamento del garage sito ad Apricena, dall’inserzione dell’annuncio di vendita su Subito.it alla gestione delle trattative fino alla materiale consegna all’ignaro acquirente. Sono stati accertati ben sette episodi di ricettazione di mezzi agricoli, sequestrati e restituiti agli aventi diritto.

Matteo Masullo scomparso nel nulla

Di Masullo, noto anche con l’appellativo di ‘Bachettone’ per via del suo fisico snello, non si hanno più notizie dal 7 febbraio quando si era recato a Termoli per incontrare la sua fidanzata. Contattato telefonicamente da due persone le avrebbe riferito che si allontanava per un caffè. Poi più nulla

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