Tentano furto al caveau della banca, ma la chiave si inceppa: quattro arresti

Nell'ambito dell'operazione di polizia "Double Key" quattro persone sono state arrestate, tra loro anche due ex guardie giurate. Una quinta persona è ricercata

La conferenza stampa

L’obiettivo da centrare era il caveau della sede del Banco di Napoli, a Foggia, dove nella filiale di Corso Vittorio Emanuele avrebbero trovato più di 200 cassette di sicurezza, contenenti i “tesori” dei foggiani, tra denaro e gioielli. Un colpo pianificato nei minimi dettagli e da mettere a segno in modo “pulito” e silenzioso, grazie alle copie fotostatiche di due chiavi: quella della porta di emergenza dell’istituto di credito e quella caveau, copie realizzate grazie alla collaborazione di una guardia giurata in servizio.

E’ quanto scoperto dagli agenti della squadra mobile di Foggia che, all’alba di oggi, hanno sgominato un’organizzazione, tutta foggiana, accusata del tentato furto ai danni del caveau del Banco di Napoli, avvenuto lo scorso gennaio; colpo non andato a segno solo a causa di un difetto di realizzazione del doppione della prima chiave d’accesso. Nell’ambito dell’operazione “Double Key", questa mattina quattro persone sono state arrestate per i reati di associazione a delinquere e tentato furto, mentre una quinta è ancora ricercata.

Tra loro anche due persone collegate agli istituti di vigilanza foggiani. Si tratta dell’ex guardia giurata Marcello Di Sibbio, di 57 anni, e di Domenico Di Sapio, collega 46enne all’epoca dei fatti in servizio. Insieme a loro anche Vincenzo D’Angelo e di Giuseppe Carmellino, rispettivamente di 34 e 51 anni. L’operazione è maturata nell’ambito dell’indagine, ben più ampia e tutt’ora in corso, relativa alla rapina aggravata ai danni del caveau dell’istituto di vigilanza NP Service di Foggia del giugno scorso, quando l’intera città divenne ostaggio di un commando di almeno 20 persone.

L’attenzione della polizia si è quindi concentrata su alcuni istituti di vigilanza della città e su alcune guardie giurate, originando l’operazione odierna che, precisano gli inquirenti, non ha alcun collegamento con l’episodio del Villaggio Artigiani. Il piano del furto al caveau di corso Vittorio Emanuele, dopo il primo accesso fallito, si è definitivamente arenato dopo l’arresto -  su ordinanza di custodia cautelare - di Di Sapio, accusato di un episodio analogo ai danni del caveau del Banco di Napoli di piazza Puglia, sempre a Foggia.

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Nell’ambito delle indagini, gli agenti hanno riconosciuto in Di Sibbio, D’Angelo e in una terza persona sfuggita al blitz, i responsabili di una rapina a mano armata ai danni di un camionista che trasportava fitofarmaci. Il fatto avvenne alle 3 della notte tra il 15 ed il 16 febbraio lungo la tangenziale di Foggia. In quell’occasione, l'autotrasportatore - dopo essere stato sequestrato con la minaccia dell’arma - è stato rilasciato ed abbandonato nelle campagne in prossimità di Borgo Incoronata. Il valore del carico derubato fu stimato in circa 100mila euro.

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