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Immagine di repertorio

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Prestito a 'strozzo' e gravi minacce, commerciante terrorizzata denuncia aguzzini: c'è una donna tra i quattro arrestati

Quattro persone sono state arrestate all'alba di oggi, a San Severo, all'esito dell'operazione 'Ripristino' dei carabinieri. Tra loro, anche Angelo Bonsanto, 31enne evaso dal carcere di Foggia e riacciuffato poche settimane fa

Prestito ‘a strozzo’ e richieste estorsive per rientrare della somma prestata. Questa la spirale nella quale è rimasta intrappolata una commerciante di Lesina, vittima di usura e tentata estorsione, tutti reati commessi, a vario titolo, da un gruppo di quattro soggetti arrestati all’alba di oggi, dai carabinieri, a San Severo, che hanno messo fine all’incubo di una donna, commerciante edile del posto, vittima di usura e tentata estorsione.

In manette sono finiti il 31enne di San Severo Angelo Bonsanto, 31enne di San Severo (già in carcere, dopo la cattura, avvenuta poche settimane fa, in seguito all’evasione di massa dal carcere di Foggia del 9 marzo scorso); Luigi Di Palma, di 42 anni, al momento della notifica domiciliato presso una comunità di Cosenza e il 33enne di San Severo Angelo Falcone, che si stava trasferendo in Abruzzo. Ai domiciliari (perché incensurata e madre di due bambini), invece, la 36enne Concetta D’Antuoni, moglie di Bonsanto.

Nel dettaglio, la commerciante - in ristrettezze economiche e in condizioni tali da non poter accedere al credito bancario - si è affidato al gruppo, chiedendo e ottenendo un prestito di 15mila euro, diviso in due tranche. Su tale cifra, però, le è stato applicato un tasso usurario al 20%, che prevedeva rate mensili di interessi da 3mila euro. Difficile per la donna reggere il ritmo delle richieste, soddisfatte solo per due mesi.

Ad offrirle una piccola tregua è stato l’arresto di due degli indagati. Ma la pausa è durata poco perché a riprendere i contatti con la donna, secondo precise indicazioni impartite dal carcere, è stata la moglie di Bonsanto. La vittima ha cercato una mediazione, proponendo la sottoscrizione di cambiali, che però sono state rifiutate.

A quel punto, disperata e spaventata per le minacce subite (di qui la contestazione del reato di tentata estorsione), la vittima ha denunciato tutto ai carabinieri, che hanno avviato le indagini del caso. Fino all’operazione di questa mattina - battezzata ‘Ripristino’, “nome evocativo per il valore della legalità in quel territorio”, puntualizzano gli inquirenti - che ha consentito di arrestare (o notificare in cella) le misure cautelari.

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