Cronaca San Severo / Contrada Santo Spirito

Giovani, armati e incappucciati rapinavano gioiellerie: sgominata banda a San Severo

Nove gli arresti, anche quelli della Banda della Stilo. Colpi da professionisti senza mai esplodere un colpo. Il bottino ogni volta veniva portato a casa e diviso: 1milione di euro in tre casi accertati

Giovani, determinati e armati fino ai denti. Sono i membri della banda - un vero e proprio gruppo organizzato secondo gerarchie e compiti precisi - che ha seminato il terrore a San Severo e non solo, mettendo a segno alcune rapine a mano armata ai danni di due gioiellerie e una tabaccheria (questi i casi fino ad ora accertati) nel giro di pochi mesi.

Colpi in grande stile, non solo per la dinamica delle rapine - da professionisti: azioni “pulite”, senza mai esplodere un colpo - ma anche per il bottino ogni volta veniva portato a casa e diviso. "La giovane età dei soggetti  - ha spiegato il capo della mobile, Giuseppe Annicchiarico - non ha impedito loro di creare una solida organizzazione criminale basata sull'uso delle armi, dimostrando una pervicacia e una determinazione del mettere a segno questi colpi, tale da costituire materia di scuola per il loro futuro: crediamo, infatti, che si stessero preparando per il salto di qualità".

Nel complesso, gli inquirenti hanno stimato un danno, patito dai commercianti vittime del gruppo, pari ad 1milione di euro in preziosi e monili in oro. Le indagini sono state condotte in modo congiunto dagli uomini della squadra mobile di Foggia, del commissariato di San Severo e dall'Arma dei Carabinieri, che questa mattina hanno eseguito una misura cautelare della custodia in carcere a carico di 9 soggetti di San Severo ritenuti, a vario titolo, responsabili di tre distinti episodi di rapina compiuti ai danni di due gioiellerie e di una rivendita di tabacchi, avvenuti rispettivamente l’8 maggio, il 3 giugno e il 13 settembre 2013.

Nel primo caso, cinque rapinatori con il volto coperto con caschi e maschere e armati di pistola, sono riusciti a rapinare gioielli e preziosi, per un valore di oltre 500mila euro all’interno della gioielleria “Follie d’oro” di via Zannotti, a San Severo. Poco meno - 490mila euro -  il bottino della seconda rapina, consumata a Termoli ai danni della gioielleria “Oro gamma” del centro commerciale Carrefour. L’ultima rapina, invece, quella del 13 settembre, ha fruttato 21mila euro, sottratti da una rivendita di tabacchi in viale 2 Giugno, a San Severo.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica, hanno consentito di raccogliere elementi accusatori nei confronti Ernesto Moreno Di Matteo, di 24 anni, dei fratelli Giovanni e Michele Russi, di 21 e 30 anni e della loro madre Celestina De Cesare di 50 anni. Insieme a loro, anche Alessandro e Federico Colapietra, di 21 e 19 anni, Daniele Guerrieri di 25, Raffaele Bonavenura di 21 e Maurizio Cologno di 43.

Dalle indagini è emerso un vero e proprio un sodalizio criminale di carattere associativo, dotato di armi da fuoco, finalizzato alla commissione dei delitti di rapina e ricettazione. Degli arrestati di questa mattina, anche i quattro membri della cosiddetta “Banda della Stilo”, in carcere dallo scorso ottobre per un decreto di fermo di indiziati di delitto emesso dalla Procura di per i reati di concorso in rapina aggravata, tentata rapina aggravata, detenzione e porto illegale di arma, lesioni personali volontarie, danneggiamento seguito da incendio e ricettazione.

Ogni colpo, secondo quanto accertato, veniva minuziosamente pianificato e studiato in un casolare di campagna in località Santo Spirito (già emerso nella precedente inchiesta) dove venivano anche occultate le armi, caschi e passamontagna e dove veniva temporaneamente stivata la refurtiva. Al momento sono in corso ulteriori accertamenti per verificare la filiera della ricettazione sulla quale poggiava la banda. "La tipologia di colpi messi a segno - ha chiosato, invece, il capitano Antonio Bisogno, della compagnia carabinieri di San Severo - richiede già un altissimo livello organizzativo e per soggetti così giovani, affacciarsi in questo modo nel panorama criminale presuppone una preoccupante escalation". Una progressione criminale che  ha subito una brusca frenata.

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