Blitz a San Severo e a Vieste: 24 arresti per spaccio ed estorsioni

Approvvigionamento e commercializzazione di sostanze stupefacenti dall'altra. A Vieste la pratica delle estorsioni ai danni di strutture ricettive e alberghiere. 24 persone arrestate nelle operazioni "Domino" e "Tre Moschettieri"

La conferenza stampa

Formalmente sono due diverse operazioni messe a segno rispettivamente nei territorio di San Severo e Vieste. Sostanzialmente si tratta - come ha ricordato il procuratore di Foggia, Vincenzo Russo - “dell’ultimo brillante risultato frutto della sinergia tra la DDA di Bari, la Procura di Foggia e i militari dell’Arma, secondo un metodo investigativo ormai rodato e consolidato, che ci viene invidiato da tutt’Italia”.

Un’operazione che Antonio Laudati, procuratore Antimafia di Bari, ha voluto ribattezzare sotto un unico nome: “Paolo Borsellino”. Non solo perché oggi ricorrono i vent’anni dalla strage di via D’Amelio, “ma perché Borsellino, martire laico per lo sviluppo della legalità e la democrazia, è stato tra i fautori dell’aggressione patrimoniale come metodo, come viatico per annientare i gruppi criminali, frenando ogni attività insistente sul territorio”.

Non a caso, in questa operazione, accanto ai militari dell’Arma figurano anche i finanzieri del G.I.C.O. di Bari. Due i diversi rami d’azienda della criminalità locale che oggi sono stati “spezzati”: da una parte, a San Severo, l’approvvigionamento e la commercializzazione di sostanze stupefacenti (soprattutto eroina e cocaina), dall’altra, a Vieste, la pratica delle estorsioni ai danni di strutture ricettive e alberghiere delle zona costrette a dover versare una somma - dai 1000 ai 1200 euro mensili -per un servizio di guardiania del tutto abusivo.

San Severo, operazione “Domino”. Quattordici mesi di indagini (dal maggio 2006 al luglio 2007), venti ordinanze di misura coercitiva, 4000 episodi di spaccio accertati dagli inquirenti (3.994 capi di imputazione) e un giro di affari stimato per oltre 600mila euro. Sono i numeri dell’operazione eseguita all’alba di oggi dai carabinieri del comando provinciale di Foggia nei confronti di 20 persone accusate a vario titolo di associazione finalizzata al traffico e spaccio di stupefacenti.

Le indagini si sono basate su una complessa attività di intercettazione (128 telefoniche e 8 ambientali) oltre che da numerosi servizi di riscontro. La droga giungeva in Italia direttamente dall’Albania, in grossi quantitativi, e veniva immessa sul mercato e venduta al dettaglio grazie ad una rete di collaboratori ben radicata sul territorio, con addentellati anche in Abruzzo, in Molise ed in Basilicata.

Le indagini hanno consentito di individuare quattro diversi gruppi, collegati tra loro seppur dotati di autonomia decisionale e operativa. “Base logistica” dell’organizzazione era una “fortezza” in Contrada Ratino, in agro di San Severo: una vecchia masseria protetta da alte mura di cinta e da un sistema di telecamere e cancello telecomandato.

Nell’ambito della stessa operazione, i finanzieri del G.I.C.O. di Bari hanno proceduto al sequestro preventivo dei beni (immobili ed autovetture) per un valore complessivo stimato di 1.500.000 in euro.

Vieste, operazione Tre Moschettieri. Su richiesta della DDA di Bari, il gip del capoluogo pugliese ha accolto la richiesta di quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di CLICCA QUI

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