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Cronaca Apricena

Due colpi nella stessa banca in un mese, ma rapinatori compiono gli stessi errori

Colpi scadenzati con precisione, come l'arresto degli autori - tutti di Cerignola - giunto ad opera dei carabinieri. 28mila euro il bottino complessivo delle rapine a segno nella Popolare di Puglia e Basilicata di Apricena

Due rapine nella stessa banca, ad un mese di distanza l’una dall’altra. Colpi scadenzati con precisione, proprio come l’arresto degli autori, giunto ad opera dei carabinieri di San Severo e Cerignola che - trenta giorni dopo l’ultimo colpo – hanno identificato e arrestato i tre uomini di Cerignola che tra dicembre e gennaio si sono resi responsabili di due rapine ai danni della stessa filiale della Banca Popolare di Puglia e Basilicata, ad Apricena.

Si tratta di Luigi Dellerba di 35 anni, Giacomo Minafra di 30 e Matteo Digioia, di 39, tutti destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Foggia su richiesta della locale Procura. Nel complesso, le due rapine hanno fruttato 28mila euro. La prima, il 19 dicembre, quella più ricca: 20.000 euro in contanti; il resto è frutto del colpo del 16 gennaio. Un copione che si è ripetuto alla perfezione in entrambi i casi: dall’arma utilizzata per minacciare i dipendenti – un taglierino giallo – all’errore che ha incastrato il gruppo. Ovvero, farsi riprendere a volto scoperto all’interno della bussola d’ingresso dell’istituto di credito.

IL VIDEO DELLA RAPINA IN BANCA

“Fondamentale è stato l’ausilio delle telecamere”, ha puntualizzato in conferenza il comandante provinciale dei carabinieri, Antonio Basilicata, che ha caldeggiato la presenza di “più telecamere efficaci ed efficienti: sono un valido ausilio nella risoluzione dei tanti crimini che ogni giorno vengono perpetrati nei paesi della provincia”. Oltre alle telecamere del circuito chiuso della banca, infatti, gli uomini dell’Arma hanno potuto contare anche sulle immagini delle telecamere piazzate in strada, in grado di riprendere persino la targa dell’auto utilizzata dai tre uomini per la fuga.

Tra gli errori inanellati dai tre, il primo è stato compiuto da Dellerba, che si è introdotto nella bussola d’ingresso della banca a volto scoperto e solo in un secondo momento si è calato il passamontagna sul viso. Lo stesso, già noto ai militari, è stato immediatamente identificato. Più spavaldo il complice - Giacomo Minafra - che si è introdotto nella banca con il volto già coperto. Stessa scena il 16 gennaio: in questa circostanza le telecamere hanno inquadrato in maniera chiara l’arma impugnata, un taglierino dall’impugnatura gialla. Terminata la rapina, i due sono fuggiti. Usciti dalla banca, si sono tolti il passamontagna in strada e qui sono stati immortalati da altre telecamere che hanno permesso il riconoscimento certo del secondo uomo.

I carabinieri hanno iniziato a ricercare altri sistemi di videosorveglianza presenti lungo il tragitto di fuga dei due uomini, con l’intento di verificare la direzione presa dagli stessi e per accertare l’utilizzato di una macchina “pulita” e l’ausilio di qualche complice. E così è stato: i carabinieri hanno individuato le telecamere di un esercizio commerciale della zona che aveva ripreso i rapinatori nel momento in cui lasciavano l’auto rubata (una Fiat Stilo) usata per commettere la rapina, e salire su una Ford Mondeo intestata ad una società di noleggio.

Dalle immagini  è emerso che all’arrivo dei due rapinatori la macchina era già in moto con un uomo seduto a lato guida e pronto per la fuga. E’ stata quindi estrapolata la targa del mezzo e con successivi accertamenti è stato possibile risalire all’identità del noleggiatore: Matteo Digioia, terzo complice di quest’ultimo reato. Inoltre, a seguito di una perquisizione effettuata a bordo della macchina “pulita”, è stato rinvenuto il taglierino di colore giallo usato durante le fasi della rapina.

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