Aggredivano e rapinavano agricoltori generosi: presa la 'banda dell'acqua'

Una banda che agiva a volto scoperto e senza armi. “Avete dell’acqua da bere?” erano le parole per il primo approccio; poi il malcapitato di turno veniva aggredito, bloccato e rapinato di quanto in suo possesso

immagine di repertorio

Si presentavano come poveri viandanti, in cerca di beni di prima necessità. Per lo più acqua da bere. In realtà, si trattava di rapinatori senza scrupoli, pronti a colpire gli agricoltori nei fondi del basso Tavoliere - da Cerignola a Margherita di Savoia - e rastrellare case rurali e poderi.

Una banda che agiva a volto scoperto e senza armi. In effetti, non ne avevano bisogno: per agganciare le vittime, infatti, gli stessi si appellavano al senso di umanità delle stesse. “Avete dell’acqua da bere?” erano le parole per il primo approccio; poi mentre il malcapitato di turno si adoperava per reperire acqua e bicchieri, lo stesso veniva aggredito, bloccato e rapinato di quanto in suo possesso: denaro, cellulare, oro e autovettura, più tutto quello che era presente nell’abitazione di campagna.

Sono almeno 5 le rapine registrate e denunciate nell’ultima settimana nelle campagne ofantine, tutte messe a segno con la stessa tecnica e, verosimilmente, da una banda abbastanza numerosa e composta da cittadini dell’est, in merito alle quali sono in corso le indagini dei carabinieri di Cerignola, che hanno eseguito il fermo nei confronti di tre soggetti di nazionalità rumena, di cui uno ancora minorenne. I militari hanno fermato prima il 41enne Gheorghe Plai ed un minore, mentre a bordo di un furgone si aggiravano nelle campagne ofantine.

Alla vista dei militari i due hanno tentato una rocambolesca fuga tra i tratturi e, una volta bloccati dai militari, non hanno saputo giustificare in alcun modo la loro presenza in zona. Nella stessa giornata, i carabinieri hanno fermato un questuante in agro di Trinitapoli, Mihai Marian Turcu, di 31 anni, incensurato. I tre, tutti di nazionalità rumena e imparentati tra loro, sono gravemente sospettati di aver fatto parte della banda che, alcune ore prima, aveva rapinato un agricoltore nelle campagne cerignolane, dopo averlo imbavagliato e immobilizzato.

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Anche in questo caso, la vittima è caduta nel tranello della richiesta di acqua potabile: ma dopo pochi minuti, si è ritrovata imbavagliata e legata al letto della sua abitazione rurale, mentre la banda rastrellava tutto ciò che poteva: televisore, motosega e altri elettrodomestici e attrezzi agricoli. Alla luce di quanto emerso dalle indagini, i tre sono stati sottoposti a fermo di iniziato di delitto e associati al carcere di Foggia, mentre il minore è stato accompagnato all’istituto per minori di Bari. Sull’accaduto sono in corso ulteriori accertamenti per individuare altri membri della “banda dell’acqua”.

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