Cronaca San Nicandro Garganico

Il Gargano non scherza con la marijuana: scoperte piantagioni, altri tre arresti

I carabinieri hanno scoperto due piantagioni di cannabis sativa, composte da oltre 800 arbusti, tutti di altezza superiore ai tre metri: dalle foglie sarebbe stato possibile ricavate quasi 500.000 dosi

Dal Tavoliere al Gargano dilagano le piantagioni di marijuana. Dopo i vari blitz messi a segno nel basso Tavoliere (e in particolare sugli argini del fiume Ofanto), i carabinieri di San Severo hanno scoperto due piantagioni illegali di cannabis sativa in agro di San Nicandro Garganico, composte complessivamente da oltre 800 arbusti, tutti di altezza superiore ai tre metri.

La piantagione, occultata tra la boscaglia e particolarmente difficile da individuare anche con osservazioni dall’alto, era dotata di un complesso impianto di irrigazione automatico che garantiva la fornitura di acqua e interamente recintata con una rete metallica per evitare che i bovini presenti nell’area potessero danneggiarla.

Nel corso dell’operazione i militari hanno individuato anche una masseria dismessa, a breve distanza dalla coltivazione, al cui interno vi erano tre uomini intenti a predisporre il materiale necessario alla raccolta ed all’essicazione delle piante. Gli individui, alla vista dei militari hanno tentato di fuggire a piedi nella boscaglia, ma sono stati raggiunti e bloccati.

E' stato quindi accertato che lo stabile era stato organizzato come un vero e proprio laboratorio per la preparazione dello stupefacente, con graticci, ventilatori e stufette per velocizzare l’essiccazione delle foglie, prodotti fertilizzanti e altro materiale per la coltivazione.

A seguito della campionatura e delle analisi di laboratorio, è stato stabilito che dalla sostanza sequestrata sarebbe stato possibile ricavare circa 12,4 kg di principio attivo per una media complessiva di 495.276 dosi, secondo le tabelle ministeriali.

I tre fermati - identificati in Nazario Torella di 39 anni, Domenico Vocale di 52 e Giovanni Vocino di 43, sono stati dichiarati in arresto e tradotti presso il carcere di Foggia. Dovranno rispondere di concorso nella coltivazione e produzione di sostanza stupefacente. A seguito del giudizio di convalida, Vocino e Vocale sono rimasti in carcere, mentre Torella è stato scarcerato.

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