Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca Peschici

Chiedono "ragazze" e acquistano cocaina e hashish: cinque arresti a Peschici

Nel giro di tre mesi - dall'agosto al novembre del 2013 - i carabinieri hanno documentato almeno 20 episodi di spaccio ed accertato 500 cessioni di droga, per un "giro di affari" stimato di circa 50.000 euro

Nel giro di tre mesi - dall'agosto al novembre del 2013 -  i carabinieri di Vico del Gargano hanno documentato almeno 20 episodi di spaccio ed accertato 500 cessioni di droga, per un “giro di affari” stimato di circa 50.000 euro.

Tutto tra le viuzze del centro storico di Peschici, interessato da una florida attività di spaccio ad uso e consumo dei residenti del posto, studenti o professionisti di età compresa tra i 20 ed i 40 anni. Per il fatto, i militari hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misura cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal Gip presso il Tribunale di Foggia nei confronti di Alessio Biscotti, di 26 anni, Francesco Pio Coppola, di 25, Michelino Martella, di 37, Giuseppe Ercolino e Vincenzo Sementino entrambi 29enni.

I cinque sono gravemente indiziati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Tutto è partito da una mirata attività posta in essere nel comune di Peschici che permetteva di documentare un’intensa attività di spaccio di stupefacenti, in particolare cocaina e hashish, ad opera di un gruppo di pusher, costituito da soggetti già noti ai carabinieri.

Le indagini si erano concentrate soprattutto su Michelino Martella, di Peschici che, oltre a spacciare personalmente, risultava essere anche ‘fornitore’ per Biscotti, Sementino ed Ercolino. Le indagini si estendevano poi nel comune di Vieste, dove è stato individuato Francesco Pio Coppola, dedito in totale autonomia ad un’intensa attività di spaccio di cocaina, in favore di giovani del luogo.

Secondo quanto emerso dalle attività info-investigative, tra spacciatori e acquirenti vigeva un linguaggio criptico condiviso ed assodato, secondo il quale per indicare la cocaina ed intendersi sulle dosi o sui grammi d’acquistare, venivano adoperati i termini quali “Pietre”, “Chiavi” o “Ragazze”.

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