Abusivismo edilizio nel Parco: arresti a Lucera, Vico del Gargano e Peschici

Operazione Neverland: arrestati il direttore lucerino dell'ufficio tecnico di Vico del Gargano, ingegneri e geometri di Lucera e Peschici. Dopo l'incendio 2007, sarebbero state costruite strutture ricettive con permessi falsi ed illegittimi

Abusivismo sul Gargano

Alle prime luci dell'alba la Procura della Repubblica di Lucera ha dato esecuzione alle ordinanze di custodia cautelare emesse a carico di cinque persone per i reati di falso in atto pubblico e corruzione collegati all’abusivismo edilizio, oltre che del deturpamento delle bellezze naturalistiche del Parco Nazionale del Gargano.  

Tra gli arrestati figura anche il direttore dell'ufficio tecnico del comune di Vico del Gargano. All’operazione denominata “Neverland” hanno preso parte il Nucleo Operativo Ecologico carabinieri di Bari, il comando provinciale dei carabinieri di Foggia e il personale del Corpo Forestale di Peschici,

Nel corso del blitz sono state eseguite una serie di perquisizioni e cinque ordinanze agli arresti domiciliari nei confronti di persone accusate di delitti contro la pubblica fede (falso in atto pubblico) e la pubblica amministrazione (corruzione) in relazione al rilascio illegittimo di autorizzazioni edilizie in siti sottoposti a normativa vincolistica.

Nell’ambito del medesimo procedimento 19 persone risultano altresì denunciate per corruzione, turbativa d'asta, falsi materiali ed ideologici, soppressione ed occultamento di atti pubblici ed  associazione a delinquere. Le ordinanze sono state emesse nei confronti di:

  1. F.C.P., ingegnere di Lucera e direttore dell'ufficio tecnico del comune di Vico del Gargano
  2. P.L., geometra di Lucera
  3. V.A., ingegnere di Lucera
  4. D.N.L., geometra di Peschici
  5. M.M.G., ingegnere di Peschici

L’indagine, iniziata nell'aprile 2011, quale prosecuzione della inchiesta che condusse all’arresto di amministratori e imprenditori di Peschici, è scaturita da una serie di ispezioni e successivi sequestri operati da personale del Corpo Forestale dello Stato relativi ad alcune strutture turistico-ricettive, ricostruite nell'ambito della rivalorizzazione della costa garganica a seguito dell’incendio divampato nel luglio 2007.

Le opere edificatorie, infatti, sarebbero state  realizzate con permessi a costruire falsi ed illegittimi, poiché carenti dei prescritti pareri della competente sovrintendenza ai beni artistici della Puglia, dell'ispettorato forestale dello Stato e dell’Ente Parco.

I carabinieri della tutela per l’ambiente e il personale della compagnia Vico del Gargano sono stati delegati in relazione ad approfondimenti investigativi condotti con la tecnica delle intercettazione telefoniche ed ambientali, volte a verificare gli illeciti collegamenti tra i pubblici funzionari incaricati del rilascio delle autorizzazioni e le parti private interessate all’ottenimento dei titoli abilitativi.

Le complesse investigazioni hanno palesato l'esistenza di un sodalizio criminle sostanzialmente volto: 

  • alla realizzazione di illecite opere edilizie all'interno di siti protetti con permessi a costruire carenti delle obbligatorie autorizzazioni previste dalle normative vincolistiche;
  • a condizionare, mediante una complessa ed organizzata rete di falsificazioni ideologiche e materiali, la scelta da parte della pubblica amministrazione di ditte aggiudicatarie per la realizzazione di opere pubbliche ammontanti a circa € 65.000.000,00.

Il sodalizio operava nel settore edilizio da tantissimi anni, determinando l’irrimediabile deturpamento dello splendido paesaggio naturalistico del parco nazionale del gargano, distruggendo un bene comune ed asservendolo a puri illeciti interessi economici personali.

 

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