Armati fino ai denti rapinano carichi di tabacchi, scacco alla 'banda delle sigarette': arrestati 4 'specialisti' di Orta Nova

Sono ritenuti responsabili di due rapine avvenute rispettivamente a settembre e a novembre dello scorso anno sul Gargano. Nel complesso, i due bottini hanno fruttato tabacchi lavorati per un valore di 250mila euro

Un momento della rapina

Gli assalti ai furgoni che trasportavano sigarette e tabacchi lavorati esteri venivano pianificati sulle strade tortuose del Gargano. Ogni colpo era preparato con cura: in azione rapinatori armati fino ai denti, a bordo di autovetture ‘preparate’ allo scopo.

Due le rapine consumate, rispettivamente il 26 settembre dello scorso anno, a San Nicandro Garganico ed il  21 novembre dello stesso anno, a San Giovanni Rotondo per un bottino stimato in 250mila euro nel complesso. Le indagini, condotte dai carabinieri, hanno permesso di ricostruire nel dettaglio entrambi i colpi e di portare all’arresto i membri del ‘commando’. Si tratta di 4 soggetti, tutti di Orta Nova, alcuni con precedenti, che risponderanno a vario titolo di rapina aggravata, sequestro di persona e porto abusivo di armi. Tra loro, anche il titolare dell’autofficina (ai domiciliari) nella quale venivano preparate ed equipaggiate le auto utilizzate dal gruppo: risponderà del reato di favoreggiamento. Si tratta di Vincenzo Santoro, classe 1968, Michele Carbonaro, di un anno più giovane e di Alessandro Palumbo, classe 1983, tutti destinatari di custodia cautelare in carcere; infine, Donato Russo, anch'egli classe 1983, destinatario della misura degli arresti domiciliari.

VIDEO | Malviventi in azione: le immagini delle rapine

L’attività investigativa ha consentito in tempi brevi di individuare i membri della banda criminale e di recuperare il furgone utilizzato per il trasporto dei tabacchi per la rapina di settembre e i mezzi utilizzati per quella di novembre. Lo scrupoloso studio dei filmati estratti dal sistema di videosorveglianza dei furgoni rapinati e di quelli acquisiti dalle telecamere presso un’autofficina di Orta Nova, individuata come base logistica del gruppo criminale, ha portato all’accertamento delle fasi di preparazione, conservazione ed occultamento dei mezzi utilizzati per le rapine, mentre i servizi di osservazione e le articolate attività tecniche, hanno consentito di acquisire importante materiale probatorio nei confronti degli arrestati.

Le immagini acquisite dalle telecamere installate sui mezzi rapinati hanno, inoltre, messo in evidenza che l’assalto ai furgoni è avvenuto nell’indifferenza dei passanti che, per la condotta violenta dei rapinatori, armati e travisati, hanno preferito allontanarsi il prima possibile, ben guardandosi però dall'allertare le forze dell’ordine su ciò che stava accedendo proprio sotto i loro occhi. Momento cruciale per le indagini è stato l’individuazione dell’autofficina alla periferia di Orta Nova, dove i mezzi venivano preparati per gli assalti ai furgoni che trasportavano tabacchi lavorati esteri. Nel cortile antistante, infatti, il 22 novembre scorso, quindi giorno successivo alla rapina a San Giovanni Rotondo, i carabinieri avevano notato un furgone che, identico per modello e colore, presentava le stesse caratteristiche di quello utilizzato il giorno prima per caricare i tabacchi (danni sulla carrozzeria e sul paraurti posteriore, scolorimento di alcune lettere del modello del mezzo), immortalato durante le fasi della rapina dal sistema di video sorveglianza presente sul furgone rapinato.

Solamente la targa era diversa. Convinti che il mezzo presente in officina fosse lo stesso utilizzato nel corso dell’ultima rapina, i militari, d'accordo con la procura, hanno allora proceduto al controllo sia del furgone che dell’intero locale, recuperando così la targa utilizzata nel corso della rapina e una Volkswagen Bora utilizzata per spingere il furgone rapinato per alcuni chilometri, fino ad un capannone abbandonato dove era poi avvenuto il trasbordo dei tabacchi. Ancora una volta il binomio formato dalle investigazioni ‘tradizionali’ e da quelle ‘tecniche’ si è rivelato vincente. Le immagini catturate dalle telecamere posizionate nei pressi dell'autofficina hanno infatti consentito di identificare le persone che si erano avvicendate su quei mezzi nelle fasi immediatamente precedenti e successive alla seconda rapina. Le intercettazioni telefoniche ed ambientali, la localizzazione di mezzi e l'analisi dei tracciati di tabulati telefonici e celle agganciate, hanno corroborato e messo a sistema gli elementi di prova a carico degli arrestati.

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Aggiornato alle 12.30

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