Furto e ricettazione di yachts: sette arresti nell’operazione ‘Kasioca’, due sono foggiani

Si tratta di Bonalumi Olinto e del suo 'braccio destro' De Matteis Federico, coinvolti nella ricettazione dell'imbarcazione Life per la quale si ritiene abbiano ricevuto un ingente provento

I due foggiani arrestati

Nella giornata di ieri la polizia di Genova, nell’ambito dell’operazione ‘Kasioca’, ha eseguito sette ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti cittadini italiani responsabili a vario titolo del reato di associazione a delinquere finalizzata al furto e alla ricettazione di Yachts da destinare ad un illecito mercato estero.

GLI ARRESTATI. Due arresti sono stati eseguiti a Foggia: si tratta di Olinto Bonalumi, 54enne con pregiudizi di polizia per associazione a delinquere di tipo mafioso e reati contro il patrimonio, e Federico De Matteis, noto alle forze di polizia per reati in materia di stupefacenti e contro il patrimonio. In manette sono finiti anche Sergio Bolognino, 44enne di Tivoli, Vincenzo Buttarelli, 48enne di Locro, Claudio Fronteddu e Giovanni Pietro Montello, arrestati a Roma e Genova. Un 49enne di Montoggio è finito agli arresti domiciliari

I FURTI. Alla localizzazione degli indagati nelle relative località e al loro successivo arresto, hanno collaborato le Squadre Mobili di Roma, Milano, Foggia e il personale del commissariato di Civitavecchia e Bassano del Grappa. L’indagine ha avuto inizio a Genova a seguito del furto, consumato il 1° aprile 2012, di una imbarcazione denominata ‘Kasioca’, un lussuoso yacht da crociera di 36 metri, AZIMUT 116, di proprietà di una società di leasing per il noleggio, del valore di circa 7 milioni di euro.

La barca, che si trovava ormeggiata presso la Marina di Genova Aeroporto, nell’ultimo periodo era stata visitata da diversi brokers e rappresentanti di compratori che ne stavano trattando la vendita, ma nella notte del primo aprile, senza nessun testimone, il Kasioca lasciava gli ormeggi e prendeva il largo tra le 2 e le 4 del mattino. Il giorno successivo al furto, l’imbarcazione si accostava al porto di Saint Florent Bastia per fare rifornimento. 

Il Kasioca, ormeggiato nel porto corso, veniva controllato dalla polizia di Bastia. A bordo venivano identificati quattro uomini di diversa nazionalità: un russo, un tedesco, un ucraino ed un ceco, che si allontanavano dopo i controlli. mentre l’imbarcazione veniva recuperata anche perché aveva avuto un’avaria nel corso del trasferimento dalla Liguria alla Corsica.

Le prime informazioni ricevute dalla Gendarmeria Francese consentivano l’avvio di complesse indagini che, coordinate dal procuratore aggiunto della Procura della Repubblica di Genova, Dott. Vincenzo Scolastico, consentivano di fare luce su una vasta e complessa organizzazione criminale trasnazionale dedita sistematicamente al furto di ingenti imbarcazioni di pregio poi riciclate all’estero, specie nell’est Europa ed Asia.

L’organizzazione si avvaleva di fiancheggiatori e persone che in Italia erano in grado di fornire le giuste informazioni sulle imbarcazioni da sottrarre, lasciando, al gruppo criminale, l’organizzazione del furto e del viaggio della barca in località straniere dove sarebbe stato difficile ritrovarle. Venivano quindi assoldati equipaggi compiacenti e le barche portate all’estero. Ingenti i guadagni e gravi i danni specie per le assicurazioni delle finanziarie proprietarie delle barche.

OPERAZIONE 'KASIOCA': IL VIDEO

LE IMBARCAZIONI RUBATE. Oltre al Kasioca, attraverso complesse attività tecniche, sono stati ricostruiti i contatti ed il furto di altre imbarcazioni di pregio. In particolare di un Sunseeker 70 (denominato Marks) rubato ad Orsera (Croazia) l’11 maggio 2012 del valore di 2 milioni di euro circa, rinvenuto ad Odessa (Ucraina). Un Malora 31, 37 metri, denominato Life, costruito dai cantieri navali Fipa di Viareggio sottratto da Spalato (Croazia) il 26 giugno 2012 del valore di 5/6 milioni di euro. Un Azimut 50 denominato ‘Valerio III’ sottratto ad Ostia il 6 maggio 2012 e rinvenuto per un’avaria nel porto di Castellammare di Stabia, del valore di circa un milione di euro.

LE TECNICHE UTILIZZATE. L’organizzazione si premuniva di cambiare gli identificativi e dunque il nome per poi riciclarle. L’attività investigativa intrapresa dalla Squadra Mobile di Genova consentiva dunque di individuare un’articolata organizzazione criminale composta da cittadini italiani e stranieri, particolarmente attiva in Italia ma anche in tutta Europa, specializzata nel furto di pregiate imbarcazioni da destinare al mercato estero.

L’associazione, particolarmente ramificata sul territorio italiano e all’estero, utilizzava basi logistiche ed operative, e poteva avvalersi di una ingente disponibilità di denaro, utilizzata per pagare ‘l’equipaggio’  che trasferiva le imbarcazioni al di là del Bosforo. La disponibilità di somme ingenti permetteva al capitano di rifornire le imbarcazioni del costoso carburante necessario per il lungo trasferimento, per un ammontare anche di 80mila euro.

GLI ARRESTI. Gli inquirenti ritengono di aver smantellato in Italia i capi e coloro in grado di fornire appoggi tecnico-logistici ai componenti stranieri del gruppo criminale, al momento latitanti. Dodici le ordinanze di custodia cautelare emesse dal GIP di Genova e 16 gli indagati.

Sequestrata la somma di circa 200mila euro rinvenuta nella disponibilità di Bolognino e Buttarelli, sorpresi all’aeroporto di Treviso mentre rientravano da un viaggio all’estero il 21 maggio 2012. Si ritiene che tale somma sia il provento dell’attività di riciclaggio dell’imbarcazione Life per la quale l’organizzazione straniera ha versato circa 800mila euro

Ricostruiti anche i ruoli e le responsabilità dei componenti italiani del gruppo. In particolare Bolognino Sergio e Buttarelli Vincenzo risultano coinvolti nel furto dell’imbarcazione Kasioca, Marks e Life e sono indagati per associazione a delinquere finalizzata al furto aggravato; Montello Giovanni Pietro, genovese, risponde di associazione a delinquere finalizzata al furto aggravato ed è coinvolto nel furto del Kasioca e del Marks. Bonalumi Olinto ed il suo “braccio destro” De Matteis Federico sono ritenuti coinvolti nella ricettazione dell’imbarcazione Life per la quale si ritiene abbiano ricevuto un ingente provento.

Si è accertato, infatti, che Bonalumi Olinto aveva acquistato per la somma di circa 10mila euro una società in dissesto finanziario, la Mediterranea International srl, che aveva avuto in locazione finanziaria il Life ma che non versava da tempo i canoni di locazione. Ciò gli ha consentito di entrare in possesso della barca che, successivamente, ha condotto in Croazia da dove poi è sparita.

Fronteddu Claudio è indagato per il reato di furto aggravato ed è coinvolto nel furto del Valerio III unitamente a Colangeli Alessandro e Buttarelli Vincenzo. La Licata Angelo è indagato per il reato di furto aggravato ed è coinvolto nel furto dell’imbarcazione Kasioca.

Destinatario dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere in argomento anche Colangeli Alessandro, 50 anni di Stimigliano deceduto lo scorso 17 luglio nel corso del drammatico naufragio dello Yacht ‘Sale e Pepe’ avvenuto a Brindisi.  Lo stesso avrebbe dovuto rispondere dei reati di associazione a delinquere finalizzata al furto aggravato. Era coinvolto nei furti del Kasioca, del Marks e del Valerio III. Il Colangeli si ritiene essere l’esperto comandante in grado di guidare l’equipaggio assoldato dalla banda e condurre la barca all’estero.

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