Venerdì, 30 Luglio 2021

Fiumi di droga dal Marocco alle piazze foggiane dello spaccio: smantellata rete criminale, arrestati 15 narcotrafficanti

E’ quanto scoperto dalla polizia, all’esito di una complessa indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari. Eseguite misure cautelari nei confronti di 15 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti

Narcotraffico, non c’è solo il canale diretto dai Balcani ad alimentare le piazze dello spaccio - al dettaglio e all’ingrosso - della Capitanata. Un intenso business era stato allacciato tra il Foggiano e il Marocco, via Spagna. Ingenti le partite di hashish trattate: dai 200 ai 400 kg di stupefacente che, periodicamente, attraversavano la penisola iberica prima e quella italica poi, stipati nei sottofondi di mezzi pesanti.

E’ quanto scoperto dalla polizia, all’esito di una complessa indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari che ha portato all’esecuzione di misure cautelari nei confronti di 15 persone (per 14 delle quali è stata disposta la detenzione in carcere e per una quella domiciliare) ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, di detenzione ai fini della cessione di sostanza stupefacente, nonché di illecita detenzione di armi da fuoco.

I NOMI DEGLI ARRESTATI

A tenere le fila dei rapporti internazionali, è emerso, era un cittadino marocchino di base a Milano. Come un broker gestiva il business in entrata e in uscita, attraverso contatti fidati presenti in Marocco, in Spagna e a Carapelle, dove lo stupefacente era diretto.

Qui infatti le varie partite venivano stoccate in un garage, per essere poi spacchettate tra i grossisti che rifornivano le varie piazze dello spaccio di Cerignola e di Foggia.

Il gruppo, composto da soggetti adulti, abbraccianto in alcuni casi più generazioni di una stessa famiglia, era strutturato in modo 'aziendale', con compiti  e responsabilità ben definite e una 'casa comune' per far fronte a spese impreviste (comprese le spese legali). Decine, nel complesso, i capi di imputazione; per quattro di essi viene contestata l'aggravante della transnazionalità.

L’operazione, denominata ‘Ultimo Avamposto’, segue idealmente quella messa a segno nell’aprile del 2019, quando la polizia smantellò una vera e propria joint venture dedita al traffico di sostanze stupefacenti, composta da pregiudicati foggiani, viestani e manfredoniani, che riforniva di cocaina un vasto mercato esteso dal Gargano sino al pescarese.

Già nella precedente inchiesta era emersa la figura di un cittadino marocchino, regolarmente soggiornante in Italia e dimorante in provincia di Foggia, il quale, con due soggetti cerignolani, era impegnato a fornire, all’ingrosso, sostanza stupefacente a gruppi criminali del territorio manfredoniano che a loro volta la spacciavano al minuto.

Dall’approfondimento di tali rapporti si è andata disvelando una vera e propria rete criminale con ramificazioni non solo nella provincia di Foggia, ma anche nella città di Milano, nel napoletano ed all’estero, in particolare in Marocco e Spagna.

Da quanto accertato, infatti, il cittadino marocchino ordinava grossi quantitativi di hashish direttamente in Marocco. La mole di affari era tale da garantirgli un rapporto di fiducia con i fornitori tanto da permettergli - come emerso da alcune intercettazioni - anche acquisti ‘a credito’.

La droga veniva prima trasportata in Spagna, per poi giungere a Milano, dove veniva stoccata da un altro membro dell’associazione, un broker di origini  marocchine. Da lui si recavano i grossisti per il test sulla qualità dello stupefacente e quindi il buon esito dell’affare con la spedizione del carico verso la Puglia. L’autorità giudiziaria procedente ha ritenuto di riconoscere in capo all’associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti anche la circostanza aggravante della transnazionalità che punisce più gravemente le condotte criminali che si realizzano in più di uno Stato.

L’indagine ha portato a registrare cessioni per un totale di circa 640 kg di hashish del valore di circa 4 milioni di euro. Proprio a carico del cittadino marocchino di base nel Foggiano, il ‘cervello’ dell’organizzazione, è stato eseguito un sequestro di 105 kg di hashish con contestuale arresto in flagranza di reato. Nel corso dell’attività, inoltre, sono stati sequestrati anche 1,7 kg di marijuana. Molti dei soggetti coinvolti, tra cui pregiudicati foggiani, portavano avanti gli affari nonostante misure cautelari in corso.

L’attività di indagine ha permesso di accertare anche una trattativa per l’acquisto, sul mercato clandestino napoletano, di due revolver. In quell’occasione, il personale della squadra mobile di Foggia riuscì ad intercettare i venditori prima che potessero effettuare la consegna. Nell’occasione, infatti, furono arrestati due coniugi napoletani, trovati in possesso delle armi, mentre le stavano trasportando a bordo di un’autovettura nella quale viaggiavano insieme ai propri tre figli, all’epoca tutti minorenni.

All’operazione, condotta dalla squadra mobile di Foggia e coordinata dal Servizio centrale operativo della polizia, hanno partecipato 200 poliziotti appartenenti alle squadre mobili di Milano, Como e Monza Brianza, al Reparto prevenzione crimine ‘Puglia Settentrionale’, al IX Reparto Volo di Bari, nonché le unità cinofile della questura di Bari.

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