Arrestati baby rapinatori: anche il "Vallazansca" di Mandredonia

Nel box utilizzato come "base", i militari dell'Arma hanno trovato materiale e video-cassette sui protagonisti della "mala" italiana, che i cinque giovanissimi avevano mitizzato e preso a modello. Il colpo del 10 febbraio fruttò 300 euro

 

Hanno 80 anni in cinque. Sono i giovanissimi componenti della banda di baby rapinatori sgominata dai carabinieri di Manfredonia ed accusati di aver messo a segno la rapina dello scorso 10 febbraio ai danni di una farmacia del centro sipontino. Pur essendo poco più che adolescenti, i cinque – di età compresa tra i 15 ed i 16 anni ed un neo- diciottenne – hanno agito con la freddezza e la sicurezza di criminali di alta caratura: travisati da passamontagna ed armati di pistola e di un grosso coltello, hanno fatto irruzione all’interno della farmacia-obiettivo facendosi consegnare, dietro la minaccia delle armi, l’incasso della giornata, poco più di 300 euro. Inutile la reazione del farmacista di turno che ha inseguito uno dei rapinatori riuscendo a bloccare lo stesso all’uscita dell’esercizio commerciale. L’uomo, però, è stato immediatamente raggiunto da un altro componente della banda che gli ha sferrato un calcio ben assestato all’addome che lo ha costretto, quindi, a mollare la presa. Gli inquirenti sono risaliti ai giovani rapinatori grazie alle immagini restituite dal sistema di video-sorveglianza che hanno immortalato le concitate sequenze della rapina; immagini ad alto tasso di violenza che sono state prontamente acquisite dai carabinieri e confrontate con quelle relative ad altre recentissime rapine a mano armata perpetrate a Manfredonia ai danni di un’altra farmacia e di piccoli supermercati, tutte portate a termine con lo stesso modus operandi. Acquisiti elementi utili alle indagini, i carabinieri hanno effettuato mirate perquisizioni in abitazioni e all’interno di un box seminterrato dove i militari hanno ritrovato la pistola (del tipo “scacciacani”, ma priva del tappo rosso), il coltello, i passamontagna e buona parte degli indumenti usati dalla banda per compiere la rapina del 10 febbraio. Nel box, dove verosimilmente i ragazzi si riunivano per pianificare i “colpi”, c’era un televisore, un videoregistratore ed una serie di film e fiction tv – da Vallanzasca a Il capo dei capi, passando per La banda della uno bianca - che servivano a galvanizzare la banda di baby-rapinatori prima di entrare in scena. Le sequenze più violente degli stessi film venivano poi “postate” sui profili facebook dei giovanissimi rapinatori, che vivevano nel culto dei protagonisti della storica “mala” italiana. Uno dei cinque, ad esempio, si era registrato sul noto social network con lo pseudonimo Vallanzasca”. Due di loro, entrambi minorenni, sono stati arrestati e ristretti in comunità, gli altri sono stati deferiti alla autorità giudiziaria competente. Turbati e frastornati i genitori dei ragazzi, persone per bene, che non facevano ancare nulla ai propri figli. Secondo quanto riferito dai militari, infatti, si tratta di ragazzi appartenenti a famiglie benestanti che rapinavano per noia o per gioc
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