Romanzo Criminale a Manfredonia: quattro omicidi in un anno, 7 arresti

Sette ragazzi arrestati in seguito alle indagini sugli omicidi di Francesco Castriotta, Antonio Balsamo, Matteo Di Bari e Cosimo Salvemini

Sette ragazzi, due dei quali ancora minorenni, coinvolti nel blitz “Romanzo Criminale”. Una figura carismatica ma di segno negativo, capace di “fare squadra” attorno a sé, arruolando ragazzi giovanissimi, molti dei quali incensurati e di buona famiglia. E’ stato definito così, dagli inquirenti della Procura di Foggia, il 30enne Francesco Giannella, arrestato questa mattina nell’ambito dell’operazione “Romanzo Criminale” che ha fatto luce sulla realtà manfredoniana, rimettendo al proprio posto ogni tassello di quella lunga scia di sangue che ha attraversato l’estate 2012 nella città del Golfo.

Dal duplice omicidio di Francesco Castriotta e Antonio Balsamo a quello di Matteo Di Bari, passando per la vicenda straziante di Cosimo Salvemini, il giovane cameriere 21enne, prima scomparso e poi trovato cadavere, mesi dopo, sepolto in un terreno nei pressi dell’aeroporto militare di Amendola.

Quattro efferati omicidi registrati nel giro di appena due mesi. E dietro di essi un’unica mano, un’unica regia: quella di una banda di giovanissimi, ragazzi “malati di malavita” ha sintetizzato il capo della Mobile Alfredo Fabbrocini, mettendo il luce un quadro di “lucida follia” celato nel disegno del presunto motore immobile del gruppo, il 30enne Giannella.

L’INDAGINE | Un’indagine complessa, che ha permesso di riannodare tra loro i fili di ogni episodio. A partire dall’omicidio di Di Bari (per il quale gli inquirenti della Procura erano già arrivati alla loro quadratura del cerchio), sono stati ricostruiti tutti i legami che i sei indagati - accusati, a vario titolo, di omicidio, sequestro di persona, soppressione di cadavere, favoreggiamento e detenzione e cessione di sostanza stupefacente) avevano con Giannella.

Insieme a lui, infatti, sono finiti in manette Ilario Conoscitore, di 21 anni, Emanuele Biondi di 32, Mario Renzulli di 30 e Cristopher Paloscia di 21 (accusato di detenzione di stupefacente, insieme ad un 17enne, L.P.). Arrestata anche una ragazza di 17 anni, V.C, ritenuta responsabile di concorso nel sequestro di persona, nella rapina e nell’omicidio di Salvemini e di concorso nella rapina e nell’omicidio di Di Bari.

Sia per il caso di Castriotta-Balsamo che di Salvemini, la pista seguita è stata quella della droga. “Un ambiente dove chi muore non lascia traccia” è stato spiegato. In entrambi i casi, una partita di 2kg di hashish che Giannella voleva a tutti i costi accaparrarsi. Anche a rischio di uccidere. I provvedimenti cautelari sono stati disposti al termine della laboriosa e complessa attività investigativa (“resa ancor più difficile dal clima di omertà nella quale abbiamo operato”, stigmatizza il dirigente del commissariato sipontino, Luciano Di Prisco), condotta con il coordinamento della Procura di Foggia. Per i cinque maggiorenni l'ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata chiesta dai sostituti procuratori foggiani Alessandra Fini, Rosa Pensa e Giuseppe Riccio, mentre per i due minorenni dal pm Carla Spagnuolo, della Procura per i minorenni di Bari.

Il CASO CASTRIOTTA-BALSAMO | Secondo la ricostruzione della Procura di Foggia, la sera del 5 giugno, Francesco Giannella aveva organizzato un incontro con Castriotta per acquistare una partita di hashish. Ma si trattava di un tranello: il 30enne, infatti, in cambio dello stupefacente, aveva consegnato a Castriotta una busta contenente banconote false e non ha esitato un attimo prima di freddarlo con 4 colpi di pistola, una volta che quest’ultimo aveva scoperto l’inganno.

Subito dopo, lo stesso aveva incontrato Antonio Balsamo, in auto, che aveva il compito di prelevare Castriotta dal luogo dell’incontro, a Siponto, per riportarlo a Manfredonia. Considerato quest’ultimo un possibile “testimone” è stato eliminato con 3 colpi di revolver.  Quella stessa sera, Giannella, in compagnia della fidanzata (la minore C.V.) e l’amico Emanuele Biondi, è tornato sul luogo del delitto per cancellare eventuali prove o tracce. “Da sottolineare – spiega ancora Fabbrocini - la freddezza di Giannella, capace di ridere su quanto aveva provocato, e la serena incoscienza della minore”. Lo stupefacente così recuperato (2 kg di hashish) è stato poi consegnato a Cristopher Paloscia e al minore P.L. che hanno provveduto poi a spacciarlo al minuto.

Il CASO SALVEMINI | Era la sera del 18 luglio quando veniva teso un terribile tranello a Cosimo Salvemini, invitato dai due minori in un box in località Monticchio, a Manfredonia. Lì, nella zona dei “100 box” hanno fatto irruzione, armi in pugno, Giannella, Conoscitore e Biondi, che hanno costretto il 21enne ad accompagnare i suoi aguzzini in casa per consegnare loro due kg di hashish.

Prelevato lo stupefacente, il ragazzo è stato portato - legato, imbavagliato e chiuso nel bagagliaio di un’auto – nelle zone rurali in località “Amendola”. Giunti sul posto, un inutile tentativo di fuga messo in pratica dal ragazzo ha anticipato, di fatto, i tempi della sua condanna morte. E’ stato sparato a vista, e poi finto in un secondo momento.

OMICIDI A MANFREDONIA: IL VIDEO

Il suo cadavere è stato seppellito prima nel fondo agricolo dove era stato ammazzato; poi riesumato e seppellito in zona più sicura. Anche in questo caso, lo stupefacente recuperato (2 kg di hashish) è stato poi consegnato a Paloscia e al minore P.L. che hanno provveduto a spacciarlo al minuto sulla piazza manfredoniana.

Nel caso di Salvemini, gli inquirenti hanno evidenziato l’efferatezza con la quale i presunti assassini hanno operato, “come ispirati da un disegno tanto folle, quanto lucido”. Salvemini è stato prima raggiunto da numerosi colpi di arma da fuoco, poi colpito all’addome con un’arma da taglio e, infine, finito con dei colpi di vanga. Per gli inquirenti, tutta questa crudeltà e brutalità va letta come la volontà di alcuni degli indagati – e soprattutto di Giannella – di prendere in mano la città del Golfo e diventare il capo riconosciuto della criminalità manfredoniana.

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