Furto in casa, ma sulla scena del crimine dimenticano un bracciale. Figlia dei proprietari lo riconosce: "È del mio ex". Due arresti

Avevano aperto una cassaforte impossessandosi di sei fucili e di monili d'oro. Arrestati due manfredoniani già noti alle forze dell'ordine

Rubano fucili e monili in oro, ma non prestano attenzione ai dettagli: un bracciale lasciato sulla scena del crimine permette di indirizzare le indagini nei loro confronti. 

I fatti risalgono al 28 luglio 2019, quando a seguito di una chiamata al 112, i Carabinieri di Manfredonia erano intervenuti presso l’abitazione di due coniugi dove era stato perpetrato un furto ad opera di ignoti che, introducendosi da una porta finestra, dopo averla forzata, si erano impossessati di alcuni fucili da caccia e di monili in oro.  

I  militari intervenuti, supportati da personale specializzato per i rilievi, accertavano che i ladri avevano scardinato dal muro una cassaforte e, dopo averla aperta, avevano prelevato e rubato 6 fucili da caccia regolarmente detenuti, nonché alcuni monili in oro. 

Nel corso del sopralluogo, i militari specializzati dell’Arma, rinvenivano e sequestravano un bracciale in metallo, estraneo ai proprietari dell’abitazione e riconosciuto dalla figlia di questi ultimi come quello solitamente indossato dal suo ex fidanzato. 

Mettendo a sistema l’importante e singolare indizio del bracciale con il fatto che i ladri non avevano rovistato tutti gli ambienti, come se conoscessero la casa, essendosi indirizzati direttamente verso la cassaforte, è partita l’indagine dei Carabinieri di Manfredonia, diretta in ogni sua fase dalla Procura della Repubblica di Foggia, che ha portato, grazie all’attività informativa condotta sul territorio, a servizi di osservazione e pedinamento, nonché con l’ausilio di attività tecniche, all’identificazione degli autori del reato. 

Si tratta di due manfredoniani, già noti alle forze dell’ordine, uno del ’93 e uno del ’96, entrambi nullafacenti, che a seguito di indagini, l’altro ieri, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dall’Autorità Giudiziaria, sono finiti in carcere a con l’accusa di furto aggravato in concorso. 

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Nel corso dell’attività investigativa, a carico di uno dei due indagati, quello del ’93, ampiamente conosciuto alle Forze dell’Ordine poiché gravato da numerosissimi  precedenti per furto, sono emersi anche altri gravi indizi di reità in ordine al reato di maltrattamenti in famiglia. E’ risultato infatti che il soggetto, oltre ad essere un ladro, è solito maltrattare, ingiuriare, minacciare e picchiare le donne con cui ha rapporti sentimentali.

Proprio su questo aspetto, infatti, i Carabinieri della Sezione Operativa hanno accertato che il giovane malvivente , sia con la ex compagna, non ancora 18enne e in stato di gravidanza, sia con quella attuale, poneva in essere atteggiamenti di sopraffazione fisica e psicologica procurando loro lesioni e malessere psicologico. 
Proprio per la concreta possibilità di reiterazione del reato, avendo posto in essere tali comportamenti per un tempo prolungato e nei confronti di più vittime, nonché essendo stato descritto come violento e irascibile, il ladro, è ritenuto responsabile anche del reato di maltrattamenti in famiglia. 

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