Omicidio Pignatelli, missive dal carcere e minacce a testimoni: due arresti a Lucera

Con le lettere che venivano fatte pervenire a testimoni chiave del processo ed azioni talvolta violente e singolari, i due provavano a convincere i testimoni a raccontare una versione diversa da quella reale

Due lucerini, A. Cenicola di anni 23 ed M.C.  Petrilli di anni 34, finiti agli arresti domiciliari, non potranno avvicinarsi all’ex fidanzata di uno dei cognati, già detenuto. Disposizione scaturita dall’attività d’indagine delegata dalla procura della Repubblica di Lucera alla Sezione Investigativa del locale commissariato di polizia con la quale sono state eseguite due ordinanze di misura cautelare a carico dei due, emesse dal gip del tribunale lucerino.

L’attività investigativa scaturisce dall’operazione Spam con la quale furono individuate ed acquisite missive scritte da alcuni detenuti per l’omicidio di Fabrizio Pignatelli facenti capo alla famiglia Cenicola con lo scopo di farle pervenire ad alcuni testimoni chiave, per demolire la tesi d’accusa nell’attività dibattimentale del relativo processo celebrato presso la Corte d’Assise di Foggia.

Si è scoperto quindi che i due soggetti arrestati provavano ad avvicinare i testi mediante azioni talvolta violente e singolari. Cenicola avrebbe quindi minacciato l’ex ragazza di uno dei cugini, detenuto, per incuterle timore e farla desistere dal raccontare la naturale versione dei fatti. Il 23enne avrebbe persino spintonato e schiaffeggiato persone colte in compagnia della ragazza, come è accaduto a marzo presso una discoteca di Foggia.

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Anche la Petrilli, come accertato dagli stessi inquirenti, perpetrava violenza e minaccia avvicinando l’ex ragazza dello stesso cognato, intimandole di indicare in dibattimento l’esclusiva sussistenza di un movente passionale nell’omicidio Pignatelli. La 34enne aveva personalmente imbucato nella cassetta privata della posta della sorella della parte offesa alcune delle missive proveniente dalle case circondariali in cui l’ex ragazzo ed il fratello lamentavano della decisione presa da lei di rompere qualsivoglia rapporto di natura sentimentale, prospettandone l’intento, una volta liberi, di dover ‘occuparsi’ delle persone che avevano tradito la loro fiducia.

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