Aggredito e pestato a sangue per debiti di droga: spedizione punitiva organizzata da un padre ed eseguita dai figli

Arrestate cinque persone a Lucera, tra cui un padre e due figli. L'ultimo di una serie di pestaggi e aggressioni erano stati ripresi da una telecamera di videosorveglianza

Il pestaggio

Una banda composta da quattro ragazzi e capeggiata dal padre di due di loro. Un violento gruppo criminale sgominato dai carabinieri a Lucera nell’ambito dell’operazione “Chorus 2” ha portato all'esecuzione di cinque arresti per estorsione e lesioni.

A finire in manette, all’esito dell’indagine coordinata dalla Procura di Foggia, sono i fratelli Giovanni e Marco Albis, di 21 e 19 anni, il 19enne Giuseppe Costantino, tutti gravati da precedenti di polizia, e il 18enne E.V., quest’ultimo invece incensurato.

Ai domiciliari, invece, il “capo” Fabrizio Albis, diversamente abile di 43 anni, padre dei due giovani fratelli. Tutti e cinque gli indagati sono ritenuti responsabili dei reati di estorsione in concorso e lesioni personali. , 

Il provvedimento giunge all’esito di una complessa attività investigativa condotta tra i mesi di febbraio e aprile scorsi. Tutto era partito dalla denuncia di un uomo, che aveva riferito di essere rimasto vittima di un violento pestaggio, ordinato da Fabrizio Albis e messo in pratica dai figli, a causa di un debito con questi, di 5500 euro, non onorato. Il pestaggio fu talmente violento che la vittima fu sottoposta ad un intervento chirurgico e alle cure mediche.

Le indagini avviate hanno permesso di ricostruire i contorni della vicenda: ovvero, che il “credito” vantato dagli Albis non fosse da imputarsi ad una loro liberalità, bensì a numerose cessioni di cocaina mai pagate. In sostanza, esisteva un vero e proprio gruppo criminale, formato dai giovanissimi arrestati e con Albis padre a capo, che non esitava a ricorrere alla violenza per recuperare i crediti derivanti dalla vendita di stupefacenti.

Numerosi gli episodi documentati che hanno visto come vittima il denunciante. Già nel luglio 2017 Fabrizio e Marco Albis, notato l’uomo in via Nicola Campanile, lo avevano affiancato intimandogli di saldare un debito di 200 euro; dinanzi al mancato pagamento, non esitarono ad aggredirlo selvaggiamente, nell’indifferenza generale dei numerosi passanti.

Un’altra aggressione si era verificata nell’agosto 2017, quando Albis padre, in compagnia del figlio Giovanni, aveva costretto l’uomo a salire a bordo della propria vettura per poi colpirlo al petto con un bastone. Si è così arrivati alle aggressioni del 2019: la prima, commessa nel mese di febbraio, riconducibile a Fabrizio Albis nel ruolo di mandante ed istigatore dei due figli, questi ultimi quali esecutori delle gravi percosse inferte alla vittima. Dopo qualche settimana, lo stesso Albis, in compagnia di Giuseppe Costantino, minacciava di morte la vittima ed alcuni suoi parenti.

Ancor più grave l’episodio del 23 marzo scorso: in quella circostanza, Esposito aveva scorto casualmente la vittima nei pressi di una sala giochi e, consapevole del “credito” vantato dagli Albis, provvedeva immediatamente a chiamarli.

Raggiunto da Marco Albis con Giuseppe Costantino in piazza Tribunali, la vittima è stato bloccato sottoposto ad un violento pestaggio, l’ennesimo, che gli ha provocato lesioni giudicate guaribili in 30 giorni.

Scena ripresa dalle telecamere di videosorveglianza della zona. Il gruppo aveva poi abbandonato la vittima, quasi esanime, dandosi alla fuga in auto, ma l’accaduto era stato ripreso quasi integralmente dalle telecamere per la videosorveglianza.

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