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Martedì, 24 Maggio 2022

Racket delle vongole a Lesina, pescatori erano costretti a cedere due sacchi al giorno per evitare ritorsioni: tre arresti

L'operazione dei carabinieri: 2 persone sono finite ai domiciliari, mentre una terza è sottoposta all'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. In cambio di un servizio di guardiania, pretendevano due sacchi di pescato del giorno per circa 800 euro a settimana

Scoperto il racket delle vongole a Lesina, dove tre persone sono state arrestate dai carabinieri con l’accusa di estorsione in danno di pescatori del posto. Nel dettaglio, i carabinieri hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal gip del Tribunale di Foggia, su proposta della locale Procura, nei confronti di 2 soggetti e di un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per un terzo soggetto, indagati, a vario titolo, del reato di estorsione in concorso, fatti commessi nel periodo compreso tra luglio 2021 e dicembre 2021 nel territorio di Lesina.

L’attività di indagine è stata condotta dal Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di San Severo sotto la direzione della Procura della Repubblica di Foggia. La denominazione ‘Clams’ data all’indagine fa riferimento al prodotto maggiormente richiesto dai presunti estorsori, le vongole. In particolare, dal compendio indiziario acquisito in fase di indagini, è emerso come gli indagati avrebbero obbligato le vittime ad accettare che uno di loro svolgesse le funzioni di ‘guardia’ dei pescherecci e delle imbarcazioni in generale ricevendo in cambio da decine di pescatori del porto di Lesina parte del pescato del giorno.

In pescatori, intimoriti dalla minaccia di danni alle imbarcazioni, avrebbero consegnato quotidianamente sacchi pieni di vongole o pescato del giorno, per un valore economico di circa 800 euro a settimana. Il timore delle vittime scaturiva dal fatto che, in passato, chi non si era adeguato al sistema ‘estorsivo’ aveva subito danni alle imbarcazioni (in un una circostanza una barca era stata affondata con un danno quantificabile in oltre 70000 euro). In particolare, le vittime lamentavano come gli indagati, nelle loro richieste, non tenessero conto in alcun modo di come fosse andata la battuta di pesca del giorno. Gli indagati, difatti, pretendevano sempre almeno 2 sacchi di pescato del giorno, mettendo in difficoltà le vittime per le quali l’attività di pesca era l’unica fonte di sostentamento per la famiglia.

Le indagini, condotte attraverso telecamere istallate sul porto di Lesina nonché facendo ricorso a metodi investigativi tradizionali hanno permesso di accertare come padre e figlio, con l’aiuto di un complice, facessero ‘visita’ giornalmente ai vari pescatori per farsi consegnare i sacchi con all’interno il pescato del giorno, in particolare vongole, maggiormente rivendibili sul mercato. In taluni casi le consegne sarebbero avvenute in mare aperto, dove gli indagati, dopo essersi affiancati con una loro imbarcazione, pretendevano la cessione di parte del pescato. L’operazione mostra, ancora una volta, il costante impegno della Procura e dell’Arma dei carabinieri nel contrasto alle attività delittuose del circondario, con particolare riguardo all’estorsione ambientale; fattispecie delittuosa che vede le vittime, molto spesso deboli e indifese, sottomesse dalla prevaricazione e dagli abusi dei loro aguzzini.

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