I carabinieri scoprono un laboratorio per la lavorazione della marijuana: 3 arresti

A Zapponeta i militari hanno arrestato Ruggiero Valentino, Antonio Saracino e Giuseppe Garofalo. In località Beccarini, avevano allestito un vero e proprio laboratorio per l’essiccazione, pesatura e confezionamento della marijuana, sequestrando ben 42 kg di stupefacente

I Carabinieri della Compagnia di Manfredonia, nello specifico quelli della Stazione di Zapponeta, supportati dai colleghi della Stazione di Monte Sant’Angelo e dell'Aliquota Radiomobile del NORM, hanno tratto in arresto in flagranza di reato per concorso in produzione e detenzione di sostanza stupefacente a fini di spaccio tre uomini: si tratta di Ruggiero Valentino, 47enne di Zapponeta, e di Antonio Saracino e Giuseppe Garofalo, di 27 e 32 anni entrambi di Trinitapoli.

Durante le attività di perlustrazione in area rurale nel territorio di Zapponeta, precisamente in località Beccarini, i militari, impegnati nel servizio volto proprio al contrasto della coltivazione e della produzione della sostanza stupefacente, hanno individuato un capannone utilizzato per l’essiccazione di marijuana, proveniente da coltivazione curata verosimilmente da alcuni pregiudicati del luogo. Intorno alla mezzanotte di giovedì scorso, dopo aver individuato lo stabile, di proprietà ignota, che versava in stato di abbandono e con la porta di accesso socchiusa, i carabinieri hanno percepito il forte odore tipico della sostanza rinvenendo, una volta entrati all’interno, subito dietro la porta di ingresso tre grossi sacchi neri, contenenti a loro volta svariate buste di cellophane, termosaldate, con marijuana e una scatola di cartone colma dello stesso tipo di sostanza già essiccata, lì depositati e pronti per essere prelevati e ceduti.

A quel punto i militari hanno dato il via, la notte stessa, a un servizio di osservazione e controllo sul posto, nascondendosi all’interno del deposito, in attesa dell'arrivo dei proprietari della sostanza. Intorno alle 20 del giorno seguente, un’autovettura è giunta nei pressi dello stabile, sostando a poca distanza. Dall’auto sono scesi tre uomini, che, a piedi, si sono diretti nel casolare vicino a quello dove era in corso l'appiattamento, rimanendovi per circa mezz’ora senza mai essere persi di vista dai militari. Usciti dal primo casolare, i tre si sono poi diretti verso il secondo, quello con all’interno i Carabinieri. Non appena il primo dei tre individui è entrato per afferrare uno dei sacchi lì adagiati, i Carabinieri sono usciti allo scoperto e, qualificatisi, hanno bloccato immediatamente i tre uomini.

Sottoposti a una immediata perquisizione personale, i tre fermati sono stati trovati in possesso di 600 euro in contanti, verosimilmente il profitto dell’attività illecita. Accompagnati quindi presso il vicino casolare nel quale erano stati visti entrare e stazionare per circa mezz’ora, i Carabinieri hanno proceduto ad altra perquisizione, locale questa volta, rinvenendo altra marijuana in diverse fasi di conservazione e lavorazione, gran parte della quale essiccata e pronta per il confezionamento, nonché materiale vario per la lavorazione e il confezionamento della droga. Un vero e proprio laboratorio per l’essiccazione e confezionamento della marijuana. Al piano terra sono state trovate una grossa bilancia, diverse scatole piene di marijuana sfusa, delle forbici, delle buste e un bidone mezzo pieno di marijuana già pronta per essere confezionata; al piano superiore invece, dotato di terrazzo, vi era un essiccatoio predisposto a tale scopo con fili di ferro appesi tra le mura.

Considerata la flagranza del reato di concorso in produzione e detenzione finalizzate alla cessione a terzi di sostanza stupefacente del tipo marijuana, i tre uomini sono quindi stati dichiarati in arresto e condotti presso la sede della Compagnia Carabinieri di Manfredonia per tutti i necessari accertamenti. Sono stati inoltre sequestrati il veicolo utilizzato dai tre arrestati, le banconote, la marijuana (per un totale di 42 chili) insieme al materiale utilizzato per essiccazione, pesatura e confezionamento.

Al termine delle operazioni Valentino, Saracino e Garofalo sono stati tradotti presso il carcere di Foggia, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Gli esami effettuati dal Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti del Comando Provinciale di Foggia hanno permesso di appurare che dallo stupefacente sequestrato, stando alle tabelle ministeriali, sarebbe stato possibile ricavare circa 120.000 dosi.

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