Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Le 'bustarelle' per ottenere l'invalidità anche senza visita. I favori alla avvocatessa e alla moglie del pregiudicato: "Sono 1700 va bene?"

Oltre alla finta cieca o al “gran favore” fatto da Fusilli e Dell’Aquila al titolare di una nota attività di Manfredonia che dopo la visita dei carabinieri avrebbe dovuto dimostrare di aver effettuato le visite mediche ai suoi dipendenti e che per questo si era rivolto al funzionario, ci sono tre episodi finiti nella lente di inquirenti

Nelle 57 pagine dell’ordinanza a firma del giudice per le indagini preliminari Domenico Zeno, emergono con più chiarezza le responsabilità del medico legale e componente della commissione dell’Inps per il riconoscimento delle invalidità, Giovanni Antonio Dell’Aquila, del funzionario dell’Inps Antonio Fusilli e il ruolo da intermediario del dipendente di un Caf di Foggia, Sandro Stanco.

Sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, falso ideologico e materiale, truffa ai danni dell’Inps.

Le indagini che hanno portato all’arresto di polizia e guardia di finanza dei tre dei sei indagati, sono scattate all’indomani dell’incendio dell’autovettura avvenuta in via Gramsci nell’agosto 2019, in uso a una dottoressa che collaborava con l’Inps e che qualche giorno prima aveva presieduto una commissione per le revisioni delle invalidità.

Da quell'episodio sono stati documentati una serie di reati e anomalie attraverso riprese video, intercettazioni ambientali e telefoniche.

Oltre alla finta cieca o al “gran favore” fatto da Fusilli e Dell’Aquila al titolare di una nota attività di Manfredonia che dopo la visita dei carabinieri avrebbe dovuto dimostrare di aver effettuato le visite mediche ai suoi dipendenti e che per questo si era rivolto al funzionario, ci sono tre episodi finiti nella lente di inquirenti.

La moglie di un pregiudicato

Dalle indagini è emerso che la moglie di un pregiudicato si era rivolta al dipendente del Caf in previsione della visita medica di sua madre presso la sede Inps. Stanco aveva contattato Fusilli in presenza degli utenti, aperto il portellone dell’auto di quest’ultimo e introdotto al suo interno una busta di plastica.

Quel giorno la commissione presieduta dal medico arrestato aveva riconosciuto alla richiedente una invalidità al 100% con accompagnamento, “invalida con necessità di assistenza continua non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita”.

L’amica del dipendente Caf

C’è anche il caso di un verbale redatto dalla commissione presieduta da Giovanni Antonio Dell’Aquila con il quale si attestava di avere eseguito una visita ambulatoriale/aggravamento a un cittadino di Lucera a seguito di una domanda diretta ad ottenere il riconoscimento della invalidità civile presentata due mesi prima.

Dalle indagini è emerso che il richiedente non si era presentato presso gli uffici Inps per sottoporsi a visita medica.

Il falso verbale era stato redatto dopo che l’Asl aveva respinto per due volte la domanda. Per questo motivo la nuora del richiedente si era rivolta a Stanco con il quale aveva rapporti di amicizia, non solo per ottenere l’accoglimento della domanda per il suocero ma anche per evitargli che si presentasse direttamente alle visite poiché, “se devo dire a mio suocero di nuovo a farsi la visita la quello non ci va più. Questo è”

In ragione di quella amicizia lo Stanco si era recato presso gli uffici dell’Inps e aveva appreso che il Dell’Aquila pretendeva un gettone corrispondente a 1000 euro. Avvertito della situazione, Antonio Fusilli – al quale per il suo interessamento gli verrà regalato un telefono cellulare di un certo valore - gli aveva consigliato di far gestire la pratica ad un altro medico.

Stanco, nell’intento di aiutare l’amica, aveva cercato di farle avere uno sconto in considerazione dei rapporti intrattenuti con Fusilli e Dell’Aquila. Nel corso delle intercettazioni è emerso invece che il dipendente del Caf si era recato ripetutamente presso gli uffici Inps e aveva appreso con stupore che il medico pretendesse comunque 1000 euro.

Con il dipendente dell’Inps, Stanco e la richiedente, raggiungevano l’accordo di regalare all’ex consigliere comunale di Monte Sant’Angelo ma residente a Manfredonia, un cellulare, circostanza che troverà riscontro con l’inserimento della sim di Fusilli nel nuovo dispositivo.

Sandro: “Dice se ve la faccio io mi dovete riconoscere qualcosa…

Amica: “e vabbè fammi capire che cosa vuole...vediamo camma fa”

Sandro: “Un gettone”

Amica: “mmm è l’unica soluzione”

Sandro: “Dice che dall’altra parte sono due volte che te la respingono ma noi invece ti abbiamo aiutato...e va bene…”

Amica: “Si no ma e proprio anche perché ti dico proprio sinceramente ma dovrebbe andare pure a fare la visita?

Sandro: “Deve salire cinque minuti, almeno buongiorno”

Il caso della mamma dell’avvocatessa

Un altro episodio corruttivo smascherato dagli inquirenti è il riconoscimento della invalidità civile ‘a vita’, con accompagnamento a tutti i benefici, alla madre di un avvocatessa.

Un riconoscimento, quello della commissione medico-legale, migliorativo rispetto a quello della commissione di invalidità della Asl che aveva riconosciuto la 104 ma con revisione periodica dopo un anno.

Secondo gli inquirenti l’esito è il frutto di una corruzione commessa dall’avvocatessa, dal Fusilli e dal dottore Dell’Aquila.

Dai dialoghi e dalle riprese emergerebbe che il legale si era rivolto al Dell’Aquila per vedersi riconosciuta la invalidità civile a vita per sua madre senza necessità della periodica visita.

Il medico l’aveva indirizzata dal Fusilli che già conosceva, in quanto l’avvocatessa si era occupata di altre vicende che avevano trovato una soluzione presso gli uffici centrali dell’Inps.

E’ emerso come la richiedente avesse promesso di pagare 3mila euro al Dell’Aquila, una parte dei quali, 1700 euro, li offriva in una busta al Fusilli mentre costui le diceva di riportarseli e di lasciarli in ufficio, di passare il giorno dopo a Manfredonia per consegnargli tutto, che se la sarebbe vista lui: “Poi me li dai tutti tu. Anche allo studio”

Avvocato: “Sono 1700 va bene?”

Fusilli: “Statti ferma! Statti zitta! Sta pagato un triage!”

Avvocato: “Ho già capito”

Fusilli: “passa in ufficio, tu lasciali la, vieni domani a Manfredonia e me la vedo io, tutte cose”

Avvocato: “Tu mo te li porti, poi dopo glieli porto io con calma

Fusilli: “Com’è?”

Avvocato: “Per non portarmeli ora questi indietro, voi la potete mettere in automatico? Ho accettato. Tremila?

Fusilli: “Ssshhh, ho, basta, ti stai zitta? Oh Madonna mia! Che solo tu, tu me lo puoi dare, ora ho mandto una mail”

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