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Domenica, 23 Gennaio 2022
Cronaca

Imprenditori arrestati: a Lerario 10mila euro come "regalo natalizio" e 20mila "per un debito di riconoscenza"

Oggi gli interrogatori di garanzia che si sono svolti da remoto degli imprenditori Luca Leccese di Foggia e Donato Mottola di Noci, ai domiciliari nell'ambito dell'inchiesta che ha portato all'arresto di Mario Lerario

Questa mattina gli imprenditori Luca Leccese di Foggia e Donato Mottola di Noci, arrestati nell’ambito dell’inchiesta che il 23 dicembre scorso ha portato all’arresto in flagranza di reato dell’ex responsabile della protezione civile in Puglia avvenuto in via Gentile a Bari ad opera della guardia di finanza, sono stati sottoposti ad interrogatorio di garanzia.

Hanno risposto a tutte le domande confermando quanto avevano già sostenuto dinanzi alla Procura della Repubblica di Bari rispetto alle ‘bustarelle’ di 10 e 20mila euro consegnate al funzionario 49enne di Acquaviva delle Fonti.

Nel corso dell’interrogatorio che si è svolto da remoto dinanzi al gip Anna Perrelli e al procuratore Roberto Rossi, l’imprenditore di Foggia avrebbe ribadito la tesi del “regalo di Natale” come forma di ringraziamento per un appalto da 2,5 milioni di euro ottenuto dalla sua società per dei lavori al Cara di Borgo Mezzanone. Gli avvocati Gianluca Ursitti e Nicola Zingrillo, difensori dell’imprenditore, si sono riservati di chiedere la revoca della misura cautelare (video, intercettazioni e dettagli).

E’ durato molto di più, invece, l’interrogatorio di Mottola. Anche in questo caso l’imprenditore di Noci ha confermato di aver consegnato di sua spontanea volontà, senza che vi fosse alcun accordo preventivo, la "mazzetta" nella "manzetta’", “per un debito di riconoscenza” nei confronti della famiglia del dirigente, per ragioni personali. Gli avvocati Maurizio Tolentino e Giovanni Bruno si sono riservati di chiedere la revoca o la sostituzione della misura cautelare, anche sulla base del fatto che Mottola si è dimesso dalla carica di rappresentante legale della società affari con la protezione civile, la Dmeco Engineering srl con sede a Gioia del Colle, alla quale da mese di settembre 2020 all’agosto 2021, la protezione civile aveva affidato una serie di appalti riguardanti tutti la stessa tipologia di lavori. Dalle carte dell’inchiesta è emersa “una fitta rete di rapporti con Lerario, aventi ad oggetto anche agevolazioni per l’ottenimento di certificazioni a mezzo di interventi su responsabili della protezione civile operati dallo stesso Lerario” (tutti i dettagli e l’intercettazione audio).

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