Blitz della polizia in via San Severo: scoperto il covo dei "predoni del rame"

Per il fatto, la polizia ha fermato due uomini - Marius Negoescu, con precedenti specifici, e Emil Constantin Popovici sottoposti a fermo - sorpresi a "lavorare" alcuni cavi di rame e a bere un caffè

Un'immagine del blitz

Un vero e proprio “cimitero” di cavi elettrici; intere campate sguainate e abbandonate in aperta campagna. E’ quanto scoperto dagli agenti della squadra mobile di Foggia, al km 100 di via San Severo (zona campi di San Luigi). Qui, in un casolare abbandonato, gli agenti hanno sorpreso due uomini intenti a sorseggiare un caffè ed estrarre l’anima in rame da alcune serie di cavi tranciate in città a discapito della pubblica illuminazione e dell’autonomia elettrica di abitazioni private, attività commerciali e piccole aziende.

In parte - per almeno 60 kg - i cavi sono stati riconosciuti dalla società Enel. L’attività repressiva, condotta dal personale della II sezione “Criminalità Diffusa, Straniera e Prostituzione” della Questura di Foggia, ha consentito di recuperare gran parte del rame trafugato alle linee elettriche dislocate nella provincia di Foggia. All’interno del casolare, infatti, nascoste sotto alcune coperte, gli agenti hanno trovato e sequestrato due grosse matasse di cavi di rame complete di guaina in plastica, mentre nascoste sotto un vecchio divano di velluto, vi erano altre matasse di rame già sguainato per un peso totale complessivo di 41,50 kg, pronto per la vendita sul mercato.

Poco distante, sotto un letto, vi era uno zaino contenente tutto il kit dei predoni del rame: 3 cesoie, 2 paia di guanti, 4 taglierini e 15 lamette di ricambio. Tutto materiale solitamente utilizzato per tranciare e sguainare i cavi elettrici. In una botola chiusa da assi in legno, posta sull’area sovrastante il casolare, erano invece accatastate numerose matasse di rame, del peso complessivo di 336 kg, ancora complete del rivestimento e pronto per la sguainatura. Per il fatto, la polizia ha fermato due uomini – entrambi di nazionalità rumena: Marius Negoescu, con precedenti specifici, e Emil Constantin Popovici sottoposti a fermo – intenti a lavorare alcuni cavi di rame.

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