Lesina, tentato furto di cavi elettrici: due arresti e un deferimento

Due extracomunitari stavano effettuando sospetti lavori di scavo presso la villa comunale commissionati da un italiano residente nel paese lagunare. A denunciare l'accaduto è stato il presidente del consiglio comunale

I Carabinieri della Compagnia di San Severo hanno tratto in arresto L. A. classe 1977 e M. A. classe 1974, entrambi di nazionalità marocchina, domiciliati in Lesina e ritenuti responsabili del reato di tentato furto aggravato. Per il medesimo reato è stato deferito in stato di libertà un italiano, A. N. classe 1951, anch’egli residente a Lesina.

A seguito di richiesta d’intervento giunta al “112” da parte del presidente del consiglio comunale, il quale si era personalmente reso conto dell’ingiustificata presenza di due soggetti all’interno della locale villa comunale - tuttora chiusa per lavori di ammodernamento - intenti ad effettuare dei sospetti lavori di scavo, i militari del 112 sono intervenuti ed hanno tempestivamente bloccato i due impedendo loro di impossessarsi di un’ingente quantità di cavi elettrici.

All’arrivo della pattuglia, i due marocchini, che nel frattempo avevano già provveduto ad estrarre alcuni cavi da pozzette di derivazione, effettuando dei veri e propri scavi e tagliando il tubo corrugato per agevolarne l’estrazione, venivano bloccati e sottoposti a perquisizione, nel corso della quale si rinveniva un piccone, una zappa ed un taglierino. Tali attrezzi erano stati utilizzati per le operazioni di scavo che avevano già interessato gran parte della linea sotterranea del cavo.

I due hanno giustificato la loro presenza riferendo che tale A. N., 51enne di Lesina, aveva loro commissionato quell’attività. Quest’ultimo, contattato e raggiunto dai militari dell’Arma, confermava quanto asserito dai due marocchini, senza peraltro fornire convincenti delucidazioni in merito. Al fine di individuare le responsabilità dei singoli in relazione all’episodio, veniva ascoltato anche il titolare della ditta appaltatrice dei lavori, il quale confermava, esibendo idonea documentazione, che non era prevista la rimozione dei cavi elettrici presso la villa comunale.

Raccolti tutti gli elementi, i due venivano dichiarati in stato di arresto e tradotti presso la Casa Circondariale di Lucera.

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