Colti in flagrante mentre tagliavano un cavo elettrico di 10 metri: arrestati

Tre uomini sono stati arrestati dai Carabinieri a Borgo Tressanti. L'intervento durante un servizio di perlustrazione delle aree rurali del comune ofantino

I carabinieri di Cerignola hanno arrestato in flagranza, per furto aggravato in concorso, tre cittadini di nazionalità marocchina. 

I militari della Sezione Radiomobile, alcune sere fa, nel corso di un servizio di perlustrazione nelle vaste aree rurali della città ofantina, giunti in località Borgo Tressanti, hanno notato un’auto con targhe straniere parcheggiata tra gli alberi in maniera tale da essere poco visibile all’esterno.

Insospettiti, i carabinieri si sono avvicinati all’auto ed hanno notato nelle vicinanze tre soggetti intenti a mantenere una scala in alluminio di circa 10 metri mentre, sulla stessa, vi era un altro uomo intento a tagliare un lungo cavo elettrico collegato ad un traliccio della illuminazione pubblica alto quasi 6 metri, con il probabile intento di portarne via il materiale in rame che lo avvolgeva.

Alla vista dei militari, i tre uomini che mantenevano la scala hanno tentato di fuggire a piedi ma due di loro sono stati prontamente bloccati, mentre l’altro è riuscito a dileguarsi al buio nelle campagne circostanti, facendo perdere le proprie tracce. I militari hanno subito dopo bloccato anche l’uomo che si trovava in cima alla scala intento a tranciare il cavo. I tre, sottoposti a perquisizione personale, sono stati trovati in possesso di cesoie e forbici, sottoposte a sequestro.

Nella loro autovettura è stato rinvenuto e recuperato un cavo elettrico di circa 9 metri, che era stato appena asportato, e vari attrezzi atti allo scasso, che sono quindi stati sottoposti a sequestro insieme all’autovettura. Sul posto sono intervenuti i tecnici dell’ENEL per constatare il danno e ripristinare il traliccio. I tre complici sono stati quindi condotti negli uffici della locale Compagnia Carabinieri, dove sono stati identificati e dichiarati in arresto per furto aggravato in concorso. Dopo le formalità di rito, su disposizione della Procura di Foggia, sono stati associati alla casa circondariale di Foggia. Gli stessi, risultati irregolari sul territorio nazionale, sono stati segnalati alle Autorità competenti per l’avvio delle procedure di rimpatrio.

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