Chiedono 30mila euro ad agricoltore: “Paga altrimenti facciamo la festa a tuo figlio”

Nell'ambito dell'operazione 'I soliti (ig)noti' sono stati fermati Antonello Piserchia e Umberto Albanese. La vittima era stata già oggetto di una estorsione e aveva cacciato 25mila euro

I due arrestati

Per una tentata estorsione compiuta a un agricoltore, nell’ambito di una complessa attività di indagine denominata ‘I soliti (ig)noti’ e delegata dalla Procura della Repubblica di Foggia, il personale della 1^ Sezione Criminalità Organizzata della Squadra Mobile, ha eseguito un provvedimento di fermo di indiziato di delitto, emesso dal sostituto procuratore, il dott. Vincenzo Maria Bafundi, nei confronti dei pregiudicati Antonello Piserchia, classe 1975, e Umberto Albanese, detto Roberto, classe 1956.

In più occasioni, i due ponevano in essere una serie di tentativi di estorsione all’agricoltore al quale erano stati richiesti 30mila euro, altrimenti avrebbero adottato gravi ripercussioni, soprattutto nei confronti dei propri figli. Al telefono in dialetto foggiano proferivano frasi del tipo “Pezzo di m….quando ci muoviamo qua?” oppure ‘Bastardone ci dobbiamo spicciare altrimenti facciamo la festa a tuo figlio”.

Ma dall’acquisizione della denuncia sporta, è emerso che già due anni or sono la vittima era stata oggetto di estorsione consumata da Antonello Piserchia, che in quella occasione aveva ricevuto 25mila euro di cui 5mila come compenso per la trattativa andata a buon fine.

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Anche in quella circostanza, la vittima aveva ricevuto delle telefonate con minacce di ritorsioni nei confronti dei propri familiari. Per far fronte alla richiesta estorsiva, non denunciata all’epoca dei fatti, il malcapitato si è visto persino costretto a vendere alcuni terreni agricoli di sua proprietà, pari a circa sette ettari.  

Le attività tecniche espletate hanno permesso di acquisire incontrovertibili elementi probatori a carico dei pregiudicati che la mattina del 15 ottobre sono stati bloccati pochi istanti dopo l’ultima chiamata effettuata da una cabina telefonica. Al termine delle formalità di rito i predetti pregiudicati, che annoverano anche precedenti specifici, sono stati associati presso la locale casa circondariale.

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