Catturati i truffatori incubo degli anziani di Foggia: "siamo dipendenti Inps", colpi a raffica e fuga col malloppo in Panda

A finire in manette sono stati Vincenzo Flaminio, di 50 anni ed Espedito Aricò, di due anni più grande, entrambi con precedenti specifici: chiedevano, a titolo di spese notarili, dai 500 a 1500 euro, per una fasulla pratica INPS

Immagine di repertorio

In cinque mesi, da marzo a luglio 2018, avrebbero messo a segno almeno 8 truffe - sette delle quali consumate e una sola rimasta tentata - ai danni di anziani della città. Si tratta di due pregiudicati napoletani, arrestati lo scorso 19 gennaio dagli agenti della squadra mobile di Foggia nel quartiere di Secondigliano, a Napoli, con l'accusa di truffa aggravata in danno di anziani, vittime inconsapevoli di soggetti che, spacciandosi per dipendenti dell'INPS, con artifizi e raggiri, riuscivano a farsi consegnare alcune migliaia di euro con la promessa della corresponsione di assegni arretrati per importi di circa 22.000 euro.

Le immagini video delle truffe

A finire in manette, sono stati Vincenzo Flaminio, di 50 anni ed Espedito Aricò, di due anni più grande, entrambi con precedenti specifici. Secondo quanto accertato, i due chiedevano, a titolo di spese notarili, dai 500 euro a 1500 euro, per avviare una fasulla pratica INPS finalizzata a ricevere assegni su vecchi arretrati. In un caso, una vittima avrebbe consegnato ai truffatori anche il postamat completo di pin, lasciando la libertà ai due uomini di prelevare circa 600 euro. E se gli anziani si mostravano titubanti, i due facevano telefonare in diretta i figli delle vittime, convincendo loro dell'utilità della pratica offerta.

A partire dagli episodi denunciati (ma non si esclude che altri siano finiti nel cono d'ombra delle truffe subìte e taciute) la polizia, coordinata dalla Procura della Repubblica di Foggia, ha intrapreso una minuziosa attività di indagine: fondamentale la collaborazione di un'anziana ultrasettantenne sfuggita al raggiro che, insieme ad alcuni vicini, è riuscita a segnare e consegnare alla polizia il numero di targa della Fiat Panda utilizzata dai truffatori. Si trattava di un'auto di proprietà di una società di leasing campana.

Così è iniziato un lungo lavoro di comparazione di immagini, dati e rilevazioni gps, che ha permesso di ricostruire a ritroso le tappe dei due uomini e di accertare i colpi messi a segno a Foggia, per lo più nella zona stadio e nei quartieri periferici. Sempre lo stesso il canovaccio utilizzato dai due uomini, medesimo il modus operandi. A luglio, un "allert" inserito nel sistema di monitoraggio varchi delle autovetture rilevava l'ingresso in città dell'autovettura segnalata dall'anziana vittima di tentata truffa; così, nel giro di poco tempo, gli agenti sono riusciti ad individuare e bloccare i due uomini. 

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