Sassi contro i migranti a Foggia, fermati due ragazzi. Crudele 'tiro al bersaglio' umano. Il gip: "Potevano ucciderli"

La polizia ha arrestato questa mattina due giovani foggiani per i fatti dello scorso luglio. Le accuse sono gravissime: "Propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa, nonché lesioni personali pluriaggravate"

Immagine di repertorio

Le accuse nei loro confronti sono gravissime: propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa, nonché lesioni personali pluriaggravate nei confronti dei sei braccianti stranieri presi a sassate nel luglio scorso, da un’auto in corsa, mentre in sella alle loro bici raggiungevano i campi di lavoro.

Per la polizia, a bordo di quell’auto vi erano due giovani foggiani - Pasquale Verderosa di 22 anni e Antonio Salvatore Doniaquio di un anno più giovane -  arrestati all’alba di oggi (sottoposti entrambi agli arresti domiciliari), al termine delle indagini sul caso coordinate e dirette dalla Procura di Foggia. Per gli inquirenti, si è trattato di "un episodio grave e odioso", una sorta di “tiro al bersaglio umano” che si è ripetuto più di una volta lungo via Manfredonia, nei pressi della fabbrica abbandonata dove vive il gruppo di braccianti.

Feriti sei uomini di nazionalità gambiana, senegalese, ganese e guineana; alcuni di loro riportarono lesioni gravi ad un occhio e alla mandibola. Una violenza gratuita e motivata solo da un sentimento di intolleranza, come stigmatizzato nell’ordinanza: “Gli indagati - scrive il gip - hanno mostrato una spiccata propensione a delinquere, impermeabile al tempo ed ai danni arrecati alle vittime. Il programmato, reiterato e gratuito ricorso alla violenza dà contezza di personalità incuranti delle conseguenze del proprio agire e della concreta possibilità di provocare anche la morte delle vittime. Gli indagati, quindi, si dimostravano sprezzanti della vita e della incolumità altrui, adusi a sbeffeggiare ed esercitare violenza ai danni di soggetti deboli che alle prime luci dell'alba si recavano con le biciclette a lavorare nei campi".

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Nel dettaglio, le indagini di polizia sono partite il 23 luglio scorso, in via Manfredonia, dove un cittadino gambiano, a bordo di una bicicletta, era stato ferito al volto da alcune pietre scagliate dagli occupanti di una auto scura. Gli investigatori correlavano questo episodio alle lesioni subite qualche ora prima del medesimo giorno da due cittadini senegalesi, i quali, analogamente a quanto accaduto al cittadino gambiano, erano stati colpiti da sassi al volto mentre percorrevano in bicicletta via Manfredonia e, senza richiedere l’intervento delle forze di polizia, venivano soccorsi da personale medico, nonché a quanto accaduto in data 15 luglio, quando nella medesima via e con il medesimo modus operandi, venivano feriti dal lancio di pietre due cittadini senegalesi e un ganese.

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L’analitica ricostruzione dei percorsi effettuati dall’autovettura implicata nelle sassaiole mediante l’acquisizione delle telecamere di videosorveglianza presenti in zona ha permesso agli investigatori della squadra mobile di risalire agli utilizzatori dell’autovettura. Tale dato investigativo è stato successivamente corroborato dall’acquisizione delle descrizioni effettuate nell’immediatezza dei fatti dalle vittime e dal successivo riconoscimento da parte di quest’ultime dei due autori del reato. A fronte dei gravi indizi di colpevolezza raccolti dalla Squadra Mobile nell’ambito delle indagini coordinate dalla locale Procura della Repubblica, su richiesta di quest’ultima il GIP presso il Tribunale di Foggia emetteva a carico dei due indagati ordinanza di applicazione della misura degli arresti domiciliari.

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