Blitz a Foggia, operazione “Baccus”: arresti tra la criminalità organizzata

Sgominata organizzazione che aveva consentito alla mafia foggiana di infiltrarsi nel settore vitivinicolo effettuando investimenti finanziari al Nord finalizzati alla frode fiscale e alle truffe comunitarie

Bltiz della Polizia

Sono 24 le ordinanze di custodia cautelare eseguite in mattinata da 300 uomini dello Scico, della Squadra Mobile di Foggia, dei comandi provinciali della Guardia di Finanza di Bari e del capoluogo dauno.

Diciassette persone sono finite in carcere mentre sette hanno beneficiato dei domiciliari. Le ordinanze sono state emesse dal G.I.P. di Bari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Bari, con il sequestro di beni mobili ed immobili per oltre  20 milioni di euro.  

L’inchiesta assume particolare rilevanza in quanto fornisce ulteriore riscontro a quel  significativo “salto di qualità” compiuto dalla mafia foggiana, già affiorato in recenti indagini concluse dalla Dda.

Il quadro emerso dall’inchiesta attesta la capacità di infiltrazione della criminalità organizzata foggiana nel tessuto economico locale, in un settore strategico come quello vitivinicolo con ramificazioni e collegamenti che si estendono fino al Nord dello Stivale.

L’attività investigativa culminata nell’operazione “Baccus” si è concentrata su alcuni elementi: le rilevanti disponibilità di liquidità finanziarie della mafia foggiana che hanno consentito all’organizzazione di proporsi alle imprese locali in difficoltà come canale di finanziamento privilegiato, la complicità di una rete imprenditori locali legati al settore vitivinicolo, assoggettati all’organizzazione; il coinvolgimento di una grande azienda vitivinicola ravennate operante in Russi di Romagna; la connivenza di numerosi istituti bancari che hanno omesso sistematicamente di segnalare operazioni sospette; la straordinaria redditività dell’operazione, con i capitali illeciti che venivano reinvestiti nell’economia legale, generando profitti elevatissimi con operazioni fraudolente ai danni dell’Erario e della Comunità Europea

NOMI E FOTO ARRESTATI

Tutto ciò veniva fatto attraverso un modus operandi ingegnoso: la mafia foggiana metteva in circuito denaro liquido che veniva trasportato al Nord presso l’Azienda Vincola “Alla Grotta” per un importo corrispondente ad una serie di fatture false emesse da cartiere foggiane legate all’organizzazione, al netto dell’IVA.

Il denaro + IVA veniva restituito alla criminalità organizzata foggiana attraverso bonifici che l’azienda ravennate effettuava in favore delle cartiere foggiane, a pagamento delle false fatturazioni.

Su quelle operazioni commerciali fittizie (per un fatturato di oltre 35 milioni di euro) l’azienda ravennate otteneva indebiti rimborsi fiscali (per oltre 11 milioni di euro) e illeciti contributi comunitari (per oltre 18 milioni di euro).

I risultati dell’operazione sono quanto mai significativi: 24 persone arrestate, di cui 17 in carcere per i reati di associazione per delinquere, usura ed estorsione con l’aggravante del metodo mafioso, oltre a frode fiscale, truffa ai danni dell’Unione Europea e illecito amministrativo di cui alla l. 231/01 nei confronti dell’Azienda Vinicola “Alla Grotta srl” di Russi di Romagna, con sequestro di beni mobili ed immobili per oltre 20 milioni di euro, sia nella provincia di Foggia che al Nord

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