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Giovedì, 7 Luglio 2022

Presa la banda della 'Giulietta': arrestati 8 foggiani specializzati nell'assalto ai bancomat

All'alba di oggi, i carabinieri hanno arrestato otto persone, tra Chieti e Foggia, per gli assalti ai bancomat con la tecnica della marmotta, tutti colpi avvenuti nei mesi di settembre ed ottobre 2021 nella provincia teatina

Presa la banda della 'Giulietta' specializzata negli assalti a bancomat. All'alba di oggi, i carabinieri hanno arrestato otto persone, tra Chieti e Foggia, per gli assalti ai bancomat con la tecnica della marmotta, tutti colpi avvenuti nei mesi di settembre ed ottobre 2021 nella provincia teatina. 

Le misure riguardano gli assalti alla sportello dell'istituto Bper a Miglianico, quello alla banca di credito cooperativo di Canosa Sannita e lo sportello dell'ufficio postale di località San Vincenzo a Guardiagrele. In quest'ultimo caso il postamat era stato letteralmente sventrato dall'esplosione.

Gli arrestati, tutti del Foggiano, sono accusati di associazione a delinquere finalizzata al furto di autovetture e fabbricazione di ordigni esplosivi. In totale nel periodo di riferimento tra settembre e ottobre 2021 la somma sottratta è di 76mila euro. 

La banda dopo aver effettuato i sopralluoghi su obiettivi e da colpire, rubava un'auto (solitamente un'Alfa Giulietta) e faceva esplodere gli Atm in orari notturni con la cosiddetta 'marmotta'. L'auto veniva abbandonata e scambiata con una 'pulita' per tornare nella base operativa situata nel comune di Francavilla al Mare. 

L’attività investigativa, iniziata nel mese di settembre 2021, ha permesso di acclarare l’esistenza e l’operatività di un’organizzazione, con sede operativa in Francavilla al Mare, formata da cittadini italiani provenienti dalla provincia di Foggia, di cui sette gravati da specifici pregiudizi di polizia e penali, finalizzata alla sottrazione di autovetture per poi perpetrare dei furti di banconote all’interno di apparati Atm, mediante l’utilizzo di materiale esplosivo immesso tramite rudimentali ordigni, meglio noti come “marmotte”, all’interno delle bocchette destinate al normale prelievo delle banconote.

Il gruppo è stato individuato grazie ad una strutturata attività investigativa posta in essere mediante acquisizione dei filmati delle telecamere presenti nelle aree interessate dagli eventi delittuosi, comparazione del dna relevato da materiale biologico individuato sugli oggetti sequestrati nel corso dei sopralluoghi, con profili genetici già tipizzati presso la Banca Dati Nazionali. Infine attraverso accertamenti informatici. Delle 8 persone coinvolte sette sono in carcere mentre per una è scattata la misura dell'obbligo di dimora.

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