Operazione 'Amori Criminali': polizia sventa omicidio e salva rivale in amore: 5 arresti

Il fatto risale al febbraio del 2012. I rivali sono ritenuti vicini ai contrapposti clan del boss Tolonese e Sinisi-Francavilla ma il "progetto" è saltato grazie al tempestivo intervento della squadra mobile

Arresto della squadra mobile

Rivalità in amore percepite tra le righe di quei dialoghi serrati carpiti mediante intercettazioni ambientali e un tentato omicidio sventato solo grazie all’intuito investigativo degli uomini della Mobile foggiana che avevano percepito la possibile deriva – un omicidio, rimasto solo un progetto - della questione.

Quella di stamattina è la fase finale di una operazione di polizia nata nel 2012, come una diramazione “passionale”, un filone a parte, scaturito nel corso di altre indagini sulla criminalità organizzata foggiana. Sono cinque i soggetti arrestati all’alba di oggi, nell’ambito dell’operazione “Amori Criminali”. La storia – che risale ai primi mesi del 2012 – si può sintetizzare in poche righe: una donna contesa, due spasimanti e un gruppo di amici che spalleggia uno dei pretendenti e pianifica una “spedizione punitiva” nei confronti del rivale. Ma ad aggravare il quadro così descritto c’è che i protagonisti della vicenda sono presunti affiliati a clan rivali della mafia foggiana.

A finire in manette, questa mattina, sono stati Antonio Sabetta, 35 anni, Francesca Viggiano, di 39 (entrambi ritenuti dagli inquirenti affiliati al clan del boss Raffaele Tolonese), Pasquale Ivo Eronìa e Vincenzo Chiappinelli, entrambi 32enni, e Giuseppe Greco, di 34: dovranno rispondere, a vario titolo, di tentato omicidio, detenzione e porto abusivo di armi e ricettazione.

Indagando su un omicidio di mafia dello scorso anno, gli agenti hanno accertato l’esistenza di un rapporto fortemente conflittuale tra Sabetta e la vittima designata, un sorvegliato speciale legato al contrapposto clan dei Sinisi-Francavilla. Quest’ultimo, che aveva da poco stretto una relazione con una ex compagna di Sabetta, rimproverava al 35enne di continuare ad importunare la sua compagna con telefonate mute o con musica di sottofondo e ad Eronìa (amico di Sabetta) di aver scritto pesanti commenti nei confronti della donna su Facebook.

Stanco delle accuse del sorvegliato speciale, Sabetta – secondo quanto ricostruito dagli inquirenti sulla base delle risultanze delle intercettazioni raccolte - avrebbe quindi progettato di ucciderlo, procurandosi l’arma idonea e individuando un luogo sicuro nel quale gettare il cadavere. Si legge appunto nelle intercettazioni: “Se uno lo butti lì, non lo trova più nessuno”.

Secondo il teorema investigativo, per portare a compimento il progetto omicidiario, Sabetta si sarebbe fatto consegnare anche un’arma (una pistola modificata calibro 45) dalla Viggiano (vedova di una vittima di mafia del 2002). Inoltre avrebbe fatto pedinare la vittima designata da Eronìa e Chiappinelli e, per essere sicuro che tutto andasse a buon fine, avrebbe fatto testare a Greco la corretta funzionalità dell’arma.

INTERCETTAZIONI E ARRESTI: IL VIDEO

Ricostruito tutto il progetto, gli inquirenti sono intervenuti in tempo per bloccare e arrestare l’uomo, con la pistola nascosta sotto il sedile dell’auto. L’omicidio sarebbe dovuto avvenire il 20 febbraio del 2012. Questa mattina, però, raccolti tutti gli elementi del caso, gli arrestati – su disposizione del gip del Tribunale di Foggia, Elena Carusillo, sono stati arrestati e accompagnati al carcere di Foggia dove sono a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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